Aspettando la pioggia

Dicono che tra oggi e domani arriverà, e speriamo che non sia un pesce d’aprile… Abbiamo bisogno di pioggia, abbiamo disperatamente bisogno di acqua. Servirà a spegnere gli incendi che, in certe vallate, stanno bruciando da giorni. Servirà ad evitare che i piromani ne inneschino altri. Servirà ad alleviare la tremenda sete della terra.

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Pascoli di mezza montagna inariditi – Arlod, Nus (AO)

Purtroppo ci sono persone che nemmeno si rendono conto della situazione in cui ci troviamo. L’acqua in casa dai rubinetti scende, e allora va tutto bene… L’altro giorno leggevo, in un gruppo di montagna, la domanda di una signora che chiedeva come mai fosse tutto giallo al Pian del Valasco (CN), nota meta degli escursionisti cuneesi e non solo.

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Pascoli secchi e devastati dai cinghiali – Arlod, Nus (AO)

Come mai? Forse perché a questa stagione lassù dovrebbe, come minimo, essere ancora tutto bianco… Bianco di neve, neve che è stata scarsa e che si è sciolta per le alte temperature invernali e per il vento. Vento che ha soffiato tanto, troppo spesso, da gennaio fino ad oggi. E la pioggia non è ancora praticamente mai caduta, forse due gocce un giorno, seguite da tre o quattro giorni di vento.

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Effetti della siccità su un prato-pascolo a 1000m di quota – Petit Fenis, Nus (AO)

Ma sì, prima o poi pioverà… però ogni giorno di quel “poi” è sempre peggio. La terra, la vegetazione sta patendo. Nei prati si vedono chiazze di terra, terra dura, secca, polverosa. E l’erba non ha una “bella faccia”.

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Prato-pascolo a 1000m di quota ad inizio primavera – Petit Fenis, Nus (AO)

Guardate lo stesso prato dove c’è un po’ più di umidità. Non è ancora proprio l’aspetto normale che dovrebbe avere in questa stagione, ma è già meglio di dove l’acqua proprio non c’è.

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Irrigazione sui prati – Petit Fenis, Nus (AO)

Chi ne ha la possibilità, ha già iniziato ad irrigare nelle scorse settimane, per alleviare la sofferenza del cotico erboso. E’ vero che, con la pioggia, la vegetazione “partirà”, ma sarà comunque più indietro rispetto alle annate con un’umidità meglio distribuita nei mesi.

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Effetti della siccità su un prato ripido – Petit Fenis, Nus (AO)

Maggiore è la pendenza dei prati e dei pascoli, più questi appaiono secchi: qui anche la poca neve è rimasta meno a lungo, poi sotto ci sono più sassi, il terreno è drenante, l’umidità è un lontanissimo ricordo.

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Mazzolina già spigata – Petit Fenis, Nus (AO)

Le piante si difendono come possono: dove c’è un po’ di verde, non è raro vedere graminacee già con la spiga. Sono rimaste basse, hanno poche foglie, ma c’è già la spiga (cioè il fiore), dove in seguito si formeranno i semi. La pianta sente che c’è un problema, che la stagione potrebbe essere più corta del normale, così accelera i tempi, investe meno risorse nella crescita e produce già subito il seme per il prossimo anno.

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Primi fiori di lupinella – Petit Fenis, Nus (AO)

Addirittura sta fiorendo qualche pianta di lupinella! Questa leguminosa solitamente a queste quote ha la sua massima fioritura nel mese di maggio. Anche lei è bassa, con poche foglie e fiori piccoli. Certo, dovrebbe piovere a partire da oggi pomeriggio… Non sarà una grande pioggia, darà quel poco di sollievo…

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Ciliegi selvatici in fiore – Petit Fenis, Nus (AO)

…renderà più brillante il verde dei prati, che ora è spento anche nelle belle giornate di sole. “Rovinerà” le fioriture dei ciliegi, ma farà sì che le piante possano iniziare a mettere le foglie. Speriamo che, d’ora in poi, ogni tanto ci sia qualche giorno di pioggia. Non servirà tanto per le falde acquifere impoverite, ma per evitare che muoiano le piante. Potrebbe ancora salvare la stagione, ma… già in molti dicono che di fieno quest’anno se ne raccoglierà poco. E chissà i pascoli degli alpeggi come saranno, quest’estate? E ci sarà acqua per abbeverare gli animali?

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Tra poco è primavera, ma…

Non è normale un tempo così a febbraio! Ah no… adesso è marzo. Ma comunque non è normale lo stesso. L’aria è più che primaverile, l’altro giorno c’era un sole e un caldo che intontivano. Io non ce la faccio a gioire per questa serie infinita di belle giornate e per la possibilità di stare in maglietta quando il calendario dice che è ancora inverno.

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Ben più di una farfalla oggi a 1800m di quota – Prà Catinat, Val Chisone (TO)

Anche oggi, è marzo, ma è ancora inverno. Nonostante in montagna soffiasse un forte vento di tormenta, nei punti riparati il sole era caldo e così c’erano farfalle che svolazzavano qua e là ad oltre 1700m di quota, verso la sommità del Forte di Fenestrelle.

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Giochi di sole e ghiaccio – Prà Catinat, Val Chisone (TO)

Le fontane gorgogliavano come fosse estate, solo una che era rimasta all’ombra fino a poco prima aveva intorno un po’ di ghiaccio dovuto agli spruzzi portati dal vento fuori dalla vasca.

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Carline – Prà Catinat, Val Chisone (TO)

Sui pendii tra le rocce spiccavano i fiori secchi delle carline, i cui steli quest’anno non sono stati schiacciati e spezzati dal peso della coltre nevosa. Pareva un paesaggio autunnale, sicuramente non una giornata di fine inverno.

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Salicone – Prà Catinat, Val Chisone, TO

Ma non c’erano solo le infiorescenze secche dello scorso anno! Qua e là ecco veri e propri segni di primavera, i fiori! All’inizio avevo visto solo una pianta di salicone, i cui amenti maschili brillavano di polline giallo. Era l’unica, quasi che nella sua collocazione riparata avesse trovato un microclima speciale…

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Puy – Val Chisone, TO

Un po’ di neve nei tratti non esposti al sole l’ho pestata, ma i versanti esposti a sud erano completamente liberi anche solo dalla più piccola chiazza bianca, fin su alle creste rocciose. Un paesaggio surreale, inquietante più del vento che si infilava tra le case chiuse e quelle diroccate di Puy, facendo sbattere in modo sinistro una lamiera su qualche tetto.

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Case ristrutturate – Pequerel, Val Chisone (TO)

Si potrà tornare ad abitare stabilmente a Pequerel, con questo clima impazzito? I terrazzamenti intorno alla frazione indicano l’antica presenza di numerosi campi e il villaggio, collocato in pieno sole, sicuramente può godere di condizioni ottimali.

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Il crollo sul lato ad est del paravalanghe di Pequerel – Val Chisone (TO)

Dalle valanghe, quando di neve ne veniva tanta, Pequerel era protetto grazie a un paravalanghe a forma di cuneo. Sicuramente non è stata la neve di quest’anno a causarne un crollo parziale. Speriamo venga riparato, nonostante la tendenza a non avere più inverni nevosi…

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La fontana del lavatoio – Pequerel, Val Chisone (TO)

Pequerel è deserta nonostante il sole e la strada sgombra da neve. Una fontana gorgoglia allegramente appena sotto la via centrale, unico segno di vita nel villaggio.

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La parte superiore di Pequerel – Val Chisone (TO)

Ci sono case ristrutturate, altre pericolanti, altre ancora ormai diroccate. Passandoci in questi giorni viene da chiedersi davvero perché non viverci tutto l’anno. In fondo siamo “solo” a poco più di 1700m e altrove, sulle Alpi, vi sono ancora insediamenti stabili anche a queste quote.

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Pascoli interamente rivoltati dai cinghiali – Pequerel, Val Chisone (TO)

Approfittando del suolo sgombro dalla neve, i cinghiali hanno fatto festa… Mi domando in quanti altri luoghi si assista ad una situazione del genere. Ho sempre più paura che ci troveremo davanti ad un’estate molto difficile: niente scorte d’acqua date dalla neve, un cotico erboso rimasto scoperto tutto l’inverno, per di più rivoltato dai cinghiali, battuto dal vento, una terra arida…

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L’alpeggio di Pequerel – Val Chisone (TO)

Siamo a marzo, due mesi e mezzo, tre, e qui arriveranno le mandrie e le greggi! Nella migliore delle ipotesi pioverà, in questi mesi. Si spera, che piova… E che non siano piogge torrenziali. Purtroppo però ben sappiamo che la tendenza sta diventando quella.

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Un torrente scende dai versanti del Pelvo privi di neve e ghiaccio – Val Chisone (TO)

C’è chi nega i cambiamenti climatici… mi dica un po’, questa gente, cosa sto osservando oggi, il primo di marzo. Torrenti dove un po’ di acqua scorre scendendo giù giù tra i versanti polverosi e bruni. Niente ghiaccio, niente neve, poca acqua. Questo non è quello scorrere allegro del disgelo, della primavera che arriva. E’ uno scorrere stanco di un’acqua che, quest’anno, praticamente non si è mai fermata.

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Crocus e festuca paniculata a 1800m, il 1 marzo 2019… – Prà Catinat, Val Chisone (TO)

Manca solo a me il “riposo” invernale? E dire che noi, con la nostra vita frenetica, un vero riposo non lo facciamo più… Ma la natura invece sì, e ne avrebbe avuto un gran bisogno. Invece, dopo un’estate di siccità e un non-inverno, ecco che a queste quote già fioriscono i crocus e le graminacee iniziano a spinger su le foglie. Dovrebbe accadere a fine aprile, a maggio, quando la neve scioglie e i ruscelli si ingrossano. Ho davvero paura che ci attenda un’estate molto difficile…

Non è ancora inverno

Quest’anno l’inverno proprio non ce la fa a farsi vedere. L’ultima settimana ha visto temperature primaverili, poi tanto tanto vento.

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Il cameraman della Rai VdA filma il gregge – Petit Fenis, Nus (AO)

Lunedì scorso abbiamo avuto una giornata eccezionalmente mite e anche senza vento, con cielo terso e limpido, condizioni ottimali per la troupe della RAI che è venuta e filmarmi e intervistarmi al pascolo. Il servizio andrà in onda nel tg regionale (non so ancora quando), ma spero in qualche modo di recuperare il video per potervelo mostrare.

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Pascolare nei prati a gennaio, a 1000m di quota – Petit Fenis, Nus (AO)

Il clima andava bene per le riprese, ma non per tutto il resto. Va bene anche per il pascolo, perché si può addirittura andare nei prati, dove le capre trovano erba per sfamarsi… Ma il caldo dava fastidio pure a loro: cercavano l’ombra sotto gli alberi, ovviamente privi di foglie. Poi guardare in su e vedere le montagne quasi prive di neve a questa stagione è inquietante. Magari arriverà più avanti, magari cadrà abbondante in quota in primavera, però…

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Pastis e Mirage – Petit Fenis, Nus (AO)

La speranza è quella di non “pagare con gli interessi” il pascolo in piena stagione invernale. Sarebbe meglio stare qualche giorno in più in stalla ora… e tagliare un buon fieno abbondante al momento giusto. Ma quel che succederà in primavera e in estate ancora non lo sappiamo.

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I colori dell’alba in un giorno di vento – Petit Fenis, Nus (AO)

Il vento aveva concesso solo una breve tregua, poi ha ripreso a soffiare, talvolta anche accompagnato da tormenta in alta quota e un po’ di pioggia a quote intermedie. Clima più autunnale o primaverile che non invernale.

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Prati a Hers, Verrayes (AO)

Intanto i prati attendono, nudi, l’arrivo della neve, sferzati dal vento. La neve serve per molte cose, per far riposare la terra, per proteggere il cotico erboso, per dare acqua a poco a poco, per favorire l’assorbimento del letame che è stato sparso in autunno. Ma la neve per ora non c’è…

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Cercando ghiande, con le pance sempre più grosse in vista della stagione dei parti – Petit Fenis, Nus (AO)

Oggi finalmente siamo ritornate al pascolo: nei giorni scorsi il vento era troppo forte per loro, oltre che per me. Sembra incredibile che si siano ancora foglie per terra, che il vento non le abbia trascinate via tutte, tanto forti erano le raffiche degli ultimi due giorni! Un po’ però le ha spostate, così è più facile trovare ancora ghiande e castagne…

L’inverno inizia con il caldo

Nel penultimo giorno di autunno il cielo era grigio, ma poi si era aperto uno sprazzo di sole. Non credevo proprio arrivasse la neve…

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Pettirosso – Petit Fenis, Nus (AO)

Però il pettirosso continuava ad aggirarsi a pochi passi da me, svolazzando da un ramo all’altro intorno alle capre che pascolavano. Le previsioni meteo possono sbagliare, ma lui no… e infatti, dopo qualche tentativo mal riuscito, quando ormai era notte, la neve ha iniziato a cadere.

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Il villaggio di Petit Fenis al mattino – Nus (AO)

La precipitazione è durata al massimo un paio d’ore, poi al mattino il cielo era limpido e tutto il panorama sembrava spruzzato di zucchero. La cosa più strana era la fitta coltre di nebbia che intasava tutto il fondovalle spingendosi su fin oltre Aosta.

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Tracce nella neve – Lignan, Nus (AO)

Più si saliva in quota e più ci si stupiva per quanto poco facesse freddo. Pensavo a quel giorno in cui la neve si era depositata sulle foglie a fine ottobre e mi chiedevo se il vecchio detto, alla fine, non si sarebbe poi rivelato giusto, nonostante i cambiamenti climatici. Dicono che, se nevica sulla foglia (cioè presto in autunno) l’inverno poi non darà noia.

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La neve scioglie velocemente – Petit Fenis, Nus (AO)

E infatti il caldo man mano si faceva sentire. Non solo quel caldo relativo, dovuto al sole dopo giornate di maltempo, ma proprio un’aria che si faceva più tiepida, a preannunciare l’arrivo del vento di foehn. La neve scioglieva a vista d’occhio e, nei pendii più esposti, già ricompariva il verde dei prati.

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Una moltitudine di tracce – Petit Fenis, Nus (AO)

Una delle cose che mi piace della neve è vedere l’incredibile moltitudine di tracce rimaste al mattino, dopo una notte estremamente movimentata per tutta la fauna selvatica. C’è chi segue piste e sentieri e chi percorre i suoi passaggi speciali nel bosco, tracce battute da caprioli, cinghiali, volpi e chissà cos’altro. Una vita animatissima di cui siamo raramente consapevoli, anche se avviene a pochi passi da noi.

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Vista sulla Valle da Blavy, Nus (AO)

Fino a sera la fitta nebbia ha coperto la Valle, lasciando dietro di sé ricami di galaverna che si sarebbero visti solo il mattino dopo, giorno del solstizio d’inverno. Il cielo sarebbe rimasto nuvoloso, ma già nel pomeriggio ha iniziato a cadere pioggia e non più neve!

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Al pascolo nei prati abbandonati – Petit Fenis, Nus (AO)

E così l’inverno, quello del calendario, si è aperto pascolando in camicia, a mille metri, nel pomeriggio di una giornata di forte vento caldo. E il vento ha continuato a soffiare quasi ininterrottamente, “regalandoci” temperature sopra alla media di 19-20°C. I prati cambiano colore a vista d’occhio, dato che il terreno non è gelato, ma è stato inumidito da pioggia e neve disciolta. Non ci si lamenta di poter pascolare, ma… sarebbe meglio avere le stagioni al loro posto e non dover poi temere altre nefaste gelate primaverili come nel 2017!

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Speriamo che sia così. Nel frattempo, per concludere, una bella notizia che sarà un po’ il mio “regalo di Natale”. Il 2019, a dieci anni dalla sua pubblicazione, vedrà la riedizione di “Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora”, il libro che forse mi ha regalato le maggiori soddisfazioni, tra tutti quelli scritti. Il suo incredibile successo per me è stato totalmente inatteso. Andato esaurito in breve tempo, ora ha trovato un Editore che ha deciso di scommetterci e così gli ho proposto non una ristampa, ma una nuova edizione con qualche aggiunta e qualche modifica. Qui trovate il blog dove parlavo del libro, delle (tantissime) serate di presentazione che avevo fatto e delle belle recensioni ricevute. In primavera ricomincerà il cammino di questo nuovo testo grazie a l’Araba Fenice.

 

Fine stagione

L’altro giorno parlavo dell’inverno che si annunciava con il vento, elemento meteorologico di una certa importanza in montagna e nelle valli. Ci sono vallate che, più di altre, possono essere spazzate da venti anche di forte intensità per giorni e giorni. Questo fenomeno atmosferico si verifica quando masse di aria si spostano velocemente per effetto di brusche variazioni di pressione atmosferica.

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Il cielo all’alba di una mattinata ventosa – Petit Fenis, Nus (AO)

In questi giorni qui c’è stato il föhn, il vento caldo (anche se non caldissimo), che ha soffiato incessantemente, giorno e notte, e soffia tutt’ora. Foglie sugli alberi non ce ne sono più, il paesaggio è quello tipico dell’inverno.

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Manzette al pascolo – Petit Fenis, Nus (AO)

I prati però sono ancora verdi e la brina non si è vista tanto spesso, nonostante la quota. Così qua e là nel fondovalle e sui versanti si vedevano ancora manze al pascolo, o “manzi”, come vengono chiamati in Valle d’Aosta i bovini che non hanno ancora mai partorito.

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Ultimi bocconi d’erba fresca – Petit Fenis, Nus (AO)

Le vacche da latte sono ormai tutte in stalla da molte settimane: nel cuore dell’autunno si concentra la stagione dei parti e inizia la mungitura, quindi gli animali restano tranquille al coperto, protette dagli sbalzi di temperatura, dalla pioggia, dalle prime nevicate, alimentate a fieno e altri foraggi. Ma le bestie giovani, non ancora gravide, restavano a pulire i prati, approfittando dell’erba (e permettendo di risparmiare il prezioso fieno).

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Rientro in stalla mentre imperversa la tormenta – Petit Fenis, Nus (AO)

Ieri però il vento era davvero forte, le cime erano avvolte dalla tormenta, ogni tanto arrivava uno scroscio di pioggia e minuscoli cristalli di ghiaccio, oppure fiocchi di neve sospinti a quote più basse dalla bufera. Le previsioni annunciavano l’arrivo del freddo e così si è decretata definitivamente la fine della stagione di pascolo e l’inizio del lungo inverno in stalla. In fondo siamo al 10 dicembre, sicuramente una volta non si rimaneva fuori fino a queste date.

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Pascolo e abbeverata – Petit Fenis, Nus (AO)

Le capre trascorrono le notti in stalla già da molto tempo, ma di giorno si va al pascolo, a meno che le condizioni meteo siano eccessivamente proibitive. Se non arriverà la neve, loro potranno pascolare ogni giorno, anche a queste quote. Ghiande, castagne, foglie, cespugli, qualche ciuffo d’erba…

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Alla ricerca di castagne – Petit Fenis, Nus (AO)

Poi in stalla ancora qualcosa per completare la giornata, un po’ di mais o di fioccato, dato che ad una certa ora ci sono altri lavori da fare e quindi tocca interrompere il pascolo. E così scivola via anche l’autunno, manca una decina di giorni all’inverno, quello del calendario. Nel buio che arriva già nel pomeriggio, qua e là brillano le luci alle finestre delle stalle, dove si munge sera e mattino, dove si passa la notte per aspettare un parto imminente…

Vento d’inverno

Soffia, soffia ancora… Ha iniziato ieri, nel primo pomeriggio. Era da un po’ che non si faceva sentire, il vento. E poi è arrivato, quello che in certe valli, come questa, soffia per giorni.

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Pascolo sotto i castagni – Petit Fenis, Nus (AO)

Ho subito pensato che si trattasse del vento che portava l’inverno. Al mattino il cielo era velato, ma non faceva particolarmente freddo. Fino a ieri, molti alberi avevano ancora le foglie sui rami, nonostante il calendario dicesse che ormai siamo alla fine di novembre.

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Nel bosco – Petit Fenis, Nus (AO)

Però poi, nel pomeriggio, quando il vento non era ancora fortissimo, le foglie hanno iniziato a danzare nell’aria. Prima solo alcune, poi delle vere e proprie nuvole di foglie. E’ stato soprattutto quello a farmi pensare all’inverno, stagione di rami spogli che si protendono verso il cielo.

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Pascolo mattutino – Petit Fenis, Nus (AO)

Stamattina il vento era ancora più forte. Non gelido, ma continuo. Solo le querce e le roverelle avevano ancora le loro foglie, ma queste piante le perderanno in primavera, quando le gemme stanno per dischiudersi.

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Cercando ghiande – Petit Fenis, Nus (AO)

Gli animali sembravano non badare al vento, cercavano per terra ghiande e castagne, mangiando anche, di tanto in tanto, qualche foglia più fresca e asciutta, appena caduta, depositatasi sopra alle altre.

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Giornata ventosa – Petit Fenis, Nus (AO)

Anche i prati circondati dal bosco erano ricoperti delle foglie strappate dal vento e l’erba, ricresciuta nei giorni precedenti grazie alle abbondanti piogge, sembrava esser stata calpestata nella notte da centinaia di piccoli animali. Era stato il vento, il vento che si infilava nei polsini e nei colletti, il vento che scuoteva e percuoteva tutto…

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Tramonto verso l’alta valle – Petit Fenis, Nus (AO)

…e il vento ha continuato a soffiare tutto il pomeriggio, fino al tramonto e ancora anche dopo… Io ho salutato l’autunno, quassù è facile pensare che stia per arrivare l’inverno. La neve l’abbiamo già vista, ma è stata un’apparizione di breve durata. Adesso potrebbe arrivare quella vera. Lo scorso anno era l’8 dicembre quando ne era arrivata più di un metro. Chissà come sarà questo inverno?