Remènch, è stato come reincontrare dei vecchi amici

Sapevo che doveva uscire un libro fotografico sui pastori vaganti lombardi, me ne aveva parlato la mia amica Arianna, poi mi aveva contattato l’Autore in persona, Carlo Meazza. Infine mi avevano mandato dei messaggi diversi amici dalla bergamasca. “L’hai già visto il libro?“. Adesso sì, l’ho visto, lo sfogliato e risfogliato. Ringrazio Publinova Edizioni Negri per avermelo fatto avere e Carlo Meazza per il suo prezioso lavoro che ho doppiamente apprezzato, sia dal punto di vista artistico/fotografico, sia per le emozioni che mi ha suscitato.

La copertina del libro di Carlo Meazza “Remènch”

Aprire “Remènch. Transumanza in Lombardia” è stato come reincontrare improvvisamente moltissimi amici tutti insieme, un po’ come quando si andava a una fiera della pastorizia. Quella di Rovato, per esempio, che non si tiene più da anni. Ho particolarmente gradito questa sensazione in un periodo in cui tanti amici non li vedo da mesi, da anni. Li conosco quasi tutti, i protagonisti del libro, ma non solo loro, anche gli Autori di alcuni dei testi che accompagnano il lavoro fotografico.

Sono passati quarant’anni tra le due foto scattate al pastore Piero Pacchiani (dal libro “Remènch di C.Meazza)

E’ cominciata così“, Carlo Meazza, fotografo, ci racconta com’è nato questo libro. Ogni anno i pastori bergamaschi arrivavano con il loro gregge nei pressi di Varese e, quarant’anni fa, Carlo li aveva seguiti per qualche giorno, realizzando un servizio che era stato pubblicato sul mensile “Airone” nel dicembre 1981 (devo andare a cercare se ho ancora quel numero… era un bellissimo giornale, “Airone”!). Uno dei pastori che Carlo aveva incontrato era Piero Pacchiani, allora un ragazzino. Lo ritrova quarant’anni dopo… ed ecco che nasce l’idea di quest’opera, che ha richiesto due anni di lavoro e che l’ha portato a seguire diverse greggi e pastori in Lombardia.

L’amico Roberto Morandi, uno dei pastori protagonisti di “Remènch” (foto di C.Meazza)

Le foto sono suddivise per stagioni e troviamo tutti i principali momenti di vita e lavoro dei pastori vaganti. “Grazie a tutti voi pastori di oggi, che con i vostri gesti quotidiani e millenari, con la vostra indipendenza e tenacia, continuate una parte importante e fondamentale della nostra storia, ricordandoci i nostri legami con la natura e gli animali“, con questa frase termina la prefazione dell’Autore e possiamo immergerci nelle immagini, seguendo le greggi tra campagne e montagne, fino ai margini dei centri urbani, sfiorando autostrade, ferrovie con treni ad alta velocità, aeroporti… e poi spostandoci negli alpeggi per la stagione estiva. Troviamo momenti di pascolo, spostamenti sotto il sole, tra la polvere, con la neve e con la pioggia. C’è la tosatura, ci sono i falò accesi la sera, ci sono i momenti nella roulotte a fine giornata, ci sono gli animali, le pecore, i cani, gli asini…. Chi questa vita la conosce, l’ha vissuta, la vive, si emozionerà ad ogni immagine.

Immagini di pastori (foto C.Meazza)

In conclusione del libro abbiamo un breve ritratto di ciascuno dei protagonisti, sono loro in prima persona a raccontare la loro vita. “Veramente io non ho mai cominciato a fare il pastore, io sono nato pastore. Da generazioni lo siamo e basta (…)“, dice il giovane Luca Carminati. “Ho sempre fatto solo il pastore. Noi Binda facciamo i pastori da cinque generazioni. Io sono del 1952, mio padre era del 1912 e via via, mio nonno indietro nell’Ottocento.” racconta Walter Binda. “Ho cominciato a fare il pastore a quindici anni. Il giorno che ho finito l’ultimo esame di scuola, con la cartella in spalla, sono andato nelle pecore e non sono più tornato a casa.” sono le parole di Roberto Morandi. Ma abbiamo anche pagine dedicate alle “cose e arnesi dei pastori”, al loro gergo, ai campanacci, i tabarri, gli scarponi e altro ancora con i contributi, tra gli altri, degli amici Anna Carissoni e Giovanni Mocchi. In attesa di poterci ritrovare tutti come un tempo, ad una fiera, ad una festa, una transumanza, un convegno sulla pastorizia, una serata di presentazione con l’Autore, per ora mi godo questo bellissimo libro e lo consiglio come regalo di Natale a tutti gli appassionati e non solo. Per ordinarlo, mandate un’e-mail a Publinova Edizioni Negri, il prezzo di copertina è di 39 euro.

Ciao, Tino…

Basta, non voglio più scrivere questi post! L’altra sera stavo cenando e mi è arrivato un messaggio dalla Lombardia. Un pastore che non conosco nemmeno di persona si era premurato di farmi sapere che era mancato Tino, Tino Ziliani. Ma io non la volevo, questa notizia! Da quanto tempo non lo vedevo? Forse da questa riunione in Val Trompia? Addirittura più di quattro anni?? Sono sicura che ci fossimo sentiti almeno una volta per telefono, dopo quell’occasione.

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Tino all’opera un po’ di anni fa… (foto da Facebook)

Tino il tosatore. Sicuramente la prima volta che avevo sentito parlare di lui era stato in questi termini, ma non mi è mai capitato di vederlo all’opera in quella che era stata una delle sue attività. Nessuno si lamentava di come erano state tosate le pecore, quando c’era lui a dirigere la squadra. “Con il Tino si deve iniziare puntuali al mattino presto!“. “Se viene Tino, finiamo sicuramente in due giorni.” Quando c’era da lavorare… si lavorava, poi c’era tempo per le chiacchiere, un bicchiere di vino, i racconti. Il mondo dei pastori (e non solo) in questi giorni gli sta tributando un immenso affettuoso ricordo anche sui social.

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Tino spiega le tecniche di tosatura – Revello (CN)

L’avevo chiamato quando, nel Pinerolese, avevamo organizzato un breve “corso di aggiornamento” per pastori. Era venuto insieme a Claudio, un tosatore più giovane. Ovviamente la lezione era stata più pratica che teorica. Tutti i suoi allievi di quel giorno lo ricordano ancora perfettamente.

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Foto Festival del Pastoralismo – BG

Tino l’avevo conosciuto soprattutto in veste pubblica di rappresentante dei pastori. Me lo ricordo bene alla fiera di Rovato (BS), mentre imprecava perché i pastori erano al bar a bere e chiacchierare invece di venire al convegno sui problemi della pastorizia che aveva organizzato. Lì e in tante altre sedi ci siamo appunto trovati a parlare di pascolo vagante, di diritti dei pastori, di leggi assurde, di problematiche che erano le stesse in Piemonte, in Lombardia e nel resto del nord Italia.

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Martino (Tino) Ziliani (foto Festival del Pastoralismo – BG)

Non erano mancate chiacchiere anche su temi personali, mi aveva raccontato dei tempi in cui faceva il pastore in Svizzera, di come avesse conosciuto proprio in terra elvetica quella che poi divenne sua moglie. Preferisco ricordarlo con un sorriso pensando a quel giorno in cui, dopo un convegno in Valcamonica, eravamo saliti al Passo Crocedomini. La mia auto all’epoca era un fuoristrada a cui avevo tolto i due sedili posteriori per poter caricare più materiale (quando salivo in alpeggio) e Tino, per l’appunto, in quel viaggio era non molto comodamente alloggiato nella parte posteriore dell’auto, seduto sul pianale di carico. Ricordo il suo scherzoso recriminare per la scomodità del viaggio, gli inviti a fermarsi a ogni bar lungo il tragitto per incontrare qualcuno (allevatori e “personaggi” locali) e sgranchirsi le gambe. Ciao Tino, mi spiace non averti salutato almeno ancora una volta, in questi ultimi anni.

Le capre di Ardesio

Ieri ero in Val Seriana, ad Ardesio (BG), dov’ero stata invitata alla Fiera della capra. Per me è stato un ritorno, dato che avevo già partecipato all’edizione del 2010 e del 2015.

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Ardesio 2018 – Val Seriana (BG)

Quest’anno la fiera era alla sua 19° edizione. La giornata è stata accompagnata da temperature abbastanza rigide, ma anche da una bella giornata, almeno fino al primo pomeriggio. E il pubblico è accorso in massa, nella tarda mattinata c’era davvero tanta gente!

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L’arrivo alla fiera – Ardesio (BG)

Gli allevatori presenti erano 35, con più di 400 capre in mostra. Al mattino, man mano, chi a piedi, chi con i mezzi appositi, allevatori e appassionati hanno condotto i loro greggi (o parte di essi) alla fiera.

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Becchi dal palco imponente – Ardesio (BG)

Rispetto al passato, ho visto meno capi di razza Frisa valtellinese, mentre le razze più rappresentate erano l’Orobica e la Bionda dell’Adamello (non so esattamente i numeri, è impressione che ho avuto ad occhio). Non mancavano capre di altre razze (camosciata, saanen, meticce e così via).

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L’amore per i propri animali – Ardesio (BG)

In queste manifestazioni, uno dei protagonisti è… la passione! L’elemento che accomuna tutti, che spinge a partecipare anche quando ci sarebbe tanto da fare in azienda… E la passione la si vede brillare soprattutto negli occhi di giovani e giovanissimi, per i quali questa è una giornata molto importante. Non un gioco, ma un momento da adulti, e gli animali devono fare bella figura. Ecco così una bella spazzolata finale al pelo di capre e becchi!

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Categoria becchi – Ardesio (BG)

La mattinata si è conclusa, come sempre, con la sfilata dei capi, suddivisi per categorie, al fine di assegnare i premi agli animali più belli.

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Formaggi locali – Ardesio (BG)

Nel resto del paese intanto si poteva fare un giro tra le bancarelle: prodotti tipici, materiale, attrezzature, formaggi locali e non, come in qualsiasi fiera.

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Fiera della capra… e dell’asinello! – Ardesio (BG)

In cima al paese non mancavano poi gli asini, secondo elemento di questa manifestazione. In un’altra zona invece c’erano i cavalli e si poteva fare anche un giro in carrozza nella piazza e tra le vie di Ardesio.

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Bastoni da pastore – Ardesio (BG)

Una piazza era occupata dagli artigiani, che mostravano dal vivo come si realizzano i loro manufatti: bastoni da pastore, cesti di vimini, coltelli e altro ancora.

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Arrosticini – Ardesio (BG)

All’ora di pranzo, perché non gustare gli arrosticini di pecora? E’ vero che qui è più tipica la bergna (carne secca di pecora), ma i giovani dell’azienda Palamini si sono lanciati nello street-food. “E’ anche un modo per utilizzare la carne delle nostre pecore con più soddisfazione che non a venderla al commerciante!” Gli arrosticini sono già tutti pronti, la serie di spiedini viene posizionata sull’apposito sostegno e, con il calore, sono cotti in pochi minuti di attesa. Il pubblico sembra gradire, anch’io non potevo resistere, dato che amo questa carne: erano ottimi, succosi, saporiti!

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Si lascia la fiera – Ardesio (BG)

Pian piano al pomeriggio qualcuno iniziava a rientrare. Io ho avuto modo di chiacchierare con un po’ di gente e, per l’ennesima volta, me ne sono ripartita riflettendo sul ruolo svolto da questi allevamenti nel territorio montano. C’erano aziende più grosse, c’erano piccoli allevatori, c’erano appassionati.

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Un po’ di sfilata nel centro – Ardesio (BG)

Quale sarà il futuro di questa banda di allegri ragazzini, che ha fatto fare tre volte il giro della rotonda al piccolo gregge, a beneficio del pubblico? Nel convegno del sabato sera e in varie chiacchierate alla domenica si è parlato (giustamente) del ruolo della formazione, ma anche di aziende che vivano in modo economicamente sostenibile. Non si può avere come unico tornaconto la soddisfazione per avere una bella capra, per la nascita di un capretto, mentre il bilancio dell’azienda traballa. Ci sarà ancora da parlare di queste cose…

Si torna ad Ardesio

Cari amici, spero di non essere troppo in ritardo per dirvi che in questo fine settimana, domani (sabato 3 febbraio) e domenica 4 febbraio tornerò ad Ardesio (BG), in Val Seriana.

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Fiera di Ardesio 2015

L’occasione è, come sempre, quella della Fiera della capra e dell’asinello. Qui trovate l’intero programma della manifestazione. Sarà un piacere tornare da quelle parti, soprattutto perché questa volta vado a… parlare di capre! Poi spero di vedere un po’ dei miei amici “virtuali”, allevatori di capre in Lombardia e non solo.

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Il sabato sera, alle ore 20:30, nell’ambito del convegno, presenterò il mio libro “Capre 2.0”. Vi aspetto numerosi.

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Fiera di Ardesio 2015

La domenica invece sarò presente con i miei libri alla fiera, cercatemi e cercateli tra le bancarelle! Spero di tornare con tante foto da mostrarvi. A presto allora!