La ristampa è arrivata!

Perché, a distanza di dieci anni, ristampare un “vecchio” libro? “Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora – Storie di animali, allevatori e montagna” era uscito nel 2009. I suoi primi passi erano stati decisamente travagliati, ma alla fine era andato in stampa presso una tipografia. Mi ero pagata interamente le spese di pubblicazione e l’avevo venduto tutto di persona, attraverso presentazioni, spedizioni e deposito in conto vendita presso alcune librerie. Ciò nonostante era stato un successo come vendite e come critica. Le copie erano andate esaurite in poco più di un anno e, ancora nei mesi scorsi, continuavo a ricevere richieste.

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Così, quando la casa editrice Araba Fenice mi ha chiesto se non avessi del materiale da pubblicare con loro, ho proposto questa “sfida”, riprendere il vecchio testo, con qualche integrazione, le correzioni del caso e la sostituzione quasi completa delle immagini.

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La “battaglia” tra vacche di razza valdostana castana, un comportamento innato totalmente naturale

La richiesta da parte dei lettori c’era, l’interesse della casa editrice pure… ma soprattutto c’era la mia ferma convinzione che l’argomento su cui è incentrato il libro fosse più che mai attuale. Il tema di fondo dei 32 racconti (30 più due nuovi) infatti è l’etologia di animali che nascono, crescono, vivono con l’uomo come animali da allevamento. Pecore, capre, vacche, ma anche asini, cani (da conduzione e da guardiania). Il loro comportamento naturale e le interazioni con l’uomo. Il pascolo in alpeggio, la transumanza e la stalla. Ma anche il territorio, gli animali che giocano, i predatori, le “battaglie” di vacche e capre. La passione degli allevatori per il loro mestiere e per i loro animali. Ma anche le interazioni con il “resto del mondo”, i turisti estivi in montagna o chi vede un gregge all’aperto d’inverno.

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Bovine di razza piemontese in alpeggio

Oggigiorno c’è sempre più gente che si definisce animalista, ma con questo termine intende una visione fortemente umanizzata del mondo animale. E non nel senso che è l’uomo a farsi carico dell’alimentazione e della salute di ogni singolo capo di bestiame del suo gregge, della sua mandria… Ma nel senso che, per queste persone, ogni animale è da considerare quasi alla stregua di un neonato umano, che necessita di attenzioni e protezione.

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Capre al pascolo – Petit Fenis, Nus (AO)

Magari leggendo le pagine del mio libro potranno capire che le cose non stanno proprio così. E che… sì, certo, possono capitare delle “belle storie”, ma la natura è anche l’intero gregge che prende a cornate la capra più debole o malata. E la prima a picchiarla è la capretta più piccola, quella che fino al giorno prima era la vittima della supremazia di tutte le altre.

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A questo punto non posso che augurarvi buona lettura. Il libro a giorni arriverà nelle librerie e nei siti di vendita on-line. Il prossimo mercoledì 8 maggio 2019 lo presenterò all’Institut Régional Agricole di Aosta, ore 20:45, presso la sala convegni Canonico Vaudan. Modera la serata il Direttore della sperimentazione Mauro Bassignana. Il 10 maggio invece incontrerò il pubblico alle ore 17:00 presso lo Stand de L’Araba Fenice al Salone del Libro di Torino.

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Presentazioni di libri “vecchi” e nuovi

Mentre vi scrivo ho al mio fianco la bozza finale della nuova edizione di “Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora”, che uscirà a fine mese per L’Araba Fenice. Posso già anticiparvi che lo troverete al Salone del Libro di Torino (e dovrei esserci pure io per una presentazione, ma quest’anno tutto il “circo” organizzativo è ancora un po’ in corso d’opera, quindi vi aggiornerò in seguito), ma posso annunciarvi che, sicuramente, la prima presentazione ufficiale sarà all’Institut Agricole Régional di Aosta il prossimo 8 maggio (ore 20:45).

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Domani sera invece vi aspetto a Carema (TO), alle ore 21:00 presso l’antica Chiesa dei Disciplini, per presentare “Capre 2.0” nell’ambito della Fiera di Primavera (domenica, sempre a Carema, si terrà la rassegna e la battaglia delle capre). Come sempre, la presentazione sarà accompagnata da una proiezione di immagini e, insieme al libro che vado a presentare, potrete anche trovare tutte le mie opere precedenti e successive. Ricordo agli interessati che, per organizzare una di queste serate, è sufficiente contattarmi via e-mail, per discutere i dettagli e accordarsi sulla data. Grazie!

L’inverno inizia con il caldo

Nel penultimo giorno di autunno il cielo era grigio, ma poi si era aperto uno sprazzo di sole. Non credevo proprio arrivasse la neve…

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Pettirosso – Petit Fenis, Nus (AO)

Però il pettirosso continuava ad aggirarsi a pochi passi da me, svolazzando da un ramo all’altro intorno alle capre che pascolavano. Le previsioni meteo possono sbagliare, ma lui no… e infatti, dopo qualche tentativo mal riuscito, quando ormai era notte, la neve ha iniziato a cadere.

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Il villaggio di Petit Fenis al mattino – Nus (AO)

La precipitazione è durata al massimo un paio d’ore, poi al mattino il cielo era limpido e tutto il panorama sembrava spruzzato di zucchero. La cosa più strana era la fitta coltre di nebbia che intasava tutto il fondovalle spingendosi su fin oltre Aosta.

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Tracce nella neve – Lignan, Nus (AO)

Più si saliva in quota e più ci si stupiva per quanto poco facesse freddo. Pensavo a quel giorno in cui la neve si era depositata sulle foglie a fine ottobre e mi chiedevo se il vecchio detto, alla fine, non si sarebbe poi rivelato giusto, nonostante i cambiamenti climatici. Dicono che, se nevica sulla foglia (cioè presto in autunno) l’inverno poi non darà noia.

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La neve scioglie velocemente – Petit Fenis, Nus (AO)

E infatti il caldo man mano si faceva sentire. Non solo quel caldo relativo, dovuto al sole dopo giornate di maltempo, ma proprio un’aria che si faceva più tiepida, a preannunciare l’arrivo del vento di foehn. La neve scioglieva a vista d’occhio e, nei pendii più esposti, già ricompariva il verde dei prati.

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Una moltitudine di tracce – Petit Fenis, Nus (AO)

Una delle cose che mi piace della neve è vedere l’incredibile moltitudine di tracce rimaste al mattino, dopo una notte estremamente movimentata per tutta la fauna selvatica. C’è chi segue piste e sentieri e chi percorre i suoi passaggi speciali nel bosco, tracce battute da caprioli, cinghiali, volpi e chissà cos’altro. Una vita animatissima di cui siamo raramente consapevoli, anche se avviene a pochi passi da noi.

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Vista sulla Valle da Blavy, Nus (AO)

Fino a sera la fitta nebbia ha coperto la Valle, lasciando dietro di sé ricami di galaverna che si sarebbero visti solo il mattino dopo, giorno del solstizio d’inverno. Il cielo sarebbe rimasto nuvoloso, ma già nel pomeriggio ha iniziato a cadere pioggia e non più neve!

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Al pascolo nei prati abbandonati – Petit Fenis, Nus (AO)

E così l’inverno, quello del calendario, si è aperto pascolando in camicia, a mille metri, nel pomeriggio di una giornata di forte vento caldo. E il vento ha continuato a soffiare quasi ininterrottamente, “regalandoci” temperature sopra alla media di 19-20°C. I prati cambiano colore a vista d’occhio, dato che il terreno non è gelato, ma è stato inumidito da pioggia e neve disciolta. Non ci si lamenta di poter pascolare, ma… sarebbe meglio avere le stagioni al loro posto e non dover poi temere altre nefaste gelate primaverili come nel 2017!

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Speriamo che sia così. Nel frattempo, per concludere, una bella notizia che sarà un po’ il mio “regalo di Natale”. Il 2019, a dieci anni dalla sua pubblicazione, vedrà la riedizione di “Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora”, il libro che forse mi ha regalato le maggiori soddisfazioni, tra tutti quelli scritti. Il suo incredibile successo per me è stato totalmente inatteso. Andato esaurito in breve tempo, ora ha trovato un Editore che ha deciso di scommetterci e così gli ho proposto non una ristampa, ma una nuova edizione con qualche aggiunta e qualche modifica. Qui trovate il blog dove parlavo del libro, delle (tantissime) serate di presentazione che avevo fatto e delle belle recensioni ricevute. In primavera ricomincerà il cammino di questo nuovo testo grazie a l’Araba Fenice.

 

Il canto dell’autunno

Giornate autunnali di sole, ancora abbastanza miti, anche se stamattina per la prima volta sull’erba dei prati qua e là c’erano chiazze di brina. Giornate anche di fiere e rassegne autunnali…

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Vi segnalo, tra le tantissime, quella di Bobbio Pellice, che si terrà questa domenica. Tra le iniziative in calendario, giovedì 25 ottobre presenterò i miei ultimi due libri “Alpeggi, alpigiani, formaggi della Valle d’Aosta – 23 itinerari escursionistici” – MonteRosa Edizioni e “Il canto della fontana” – Pentàgora.

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E’ passato quasi un anno da quel pomeriggio di novembre in cui mi recavo a Ronco Scrivia (GE) per la premiazione del Festival di Letteratura Rurale “Parole di Terra” e avevo l’inaspettata sorpresa di vincerlo con il mio inedito “Il canto della fontana”. Per non sovrapporci con l’altro libro già programmato per la primavera, il romanzo è uscito il mese scorso. La casa editrice è Pentàgora. On-line lo trovate senza problemi, nelle librerie occorre ordinarlo, perché essendo una piccola casa editrice indipendente purtroppo è difficile avere gli spazi e la visibilità delle grandi case…

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Pascolo serale – Petit Fenis, Nus (AO)

C’è molto autunno, in questo mio romanzo. E’ stato scritto in gran parte mentre ero al pascolo del mio piccolo gregge di capre in Piemonte. Nasce in realtà come una raccolta di impressioni, di momenti “catturati” in quei momenti di quiete, circondata solo dalla natura, con la possibilità di osservare senza fretta ciò che mi circondava.

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Foglie d’acero in veste autunnale – Vallone di St.Barthélemy, Nus (AO)

Principalmente il bosco, nelle sue variazioni stagionali, apprezzabili giorno dopo giorno, istante dopo istante. “Ogni foglia quel giorno danzava su note silenziose, il bosco era un immenso palcoscenico apparentemente senza spettatori. Era un gran privilegio quello di potervi assistere senza aver pagato altro biglietto oltre la fatica dei passi che mi avevano portato qui.” Avendo saputo del premio letterario, ho pensato di usare quella raccolta di “momenti”, di “impressioni” come sfondo per un racconto lungo, un breve romanzo, che è rotolato via via dalla mia fantasia allo scritto che potete leggere ora.

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Autunno in alta quota – Tsa de Fontaney, Vallone di St.Barthélemy (AO)

Il romanzo è ambientato in montagna, la montagna dei colli e delle vette, delle escursioni del protagonista all’inizio del romanzo, per seguirlo poi in una montagna a misura d’uomo dove si può cercare di vivere tutto l’anno. Una montagna ora abbandonata, ma ancora ricca di risorse “semplici”, da riscoprire con fatica e soddisfazioni.

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Autunno tra i larici – Bois de Chaléby (AO)

Il protagonista lassù ricomincia a “vivere” come forse non aveva mai fatto prima. “Vivevo e mi sentivo utile. Sceglievo io quotidianamente come organizzare la mia giornata. Mi fermavo quando volevo, potevo stare anche mezz’ora a occhi chiusi, addossato al muro di quella che avevo deciso di battezzare la “casa estiva”, cioè quella che conteneva l’amaca, ad ascoltare il canto della fontana. Era quello l’elemento che mi impediva di sentirmi solo (…).”

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Mattina autunnale – Petit Fenis, Nus (AO)

Ma è possibile, oggi, nel XXI secolo, sfuggire ad un mondo dove conta più l’apparire che non l’essere? Il protagonista cerca di farlo, sugli esiti della sua storia… lascio ai lettori la scoperta, pagina dopo pagina. Sono solo 119, credo che lo leggerete in fretta e spero che vorrete condividere con me le vostre impressioni. Fino ad ora ho scritto soprattutto saggi, quindi ci tengo particolarmente al giudizio di voi lettori su questa mia opera di narrativa. Posso andare avanti ambientando storie di fantasia nel mondo reale, quello che conosco meglio, tra montagne, pascoli, alpeggi, greggi e mandrie in cammino? Anche nel “Canto della fontana” ci sono degli animali, senza di loro il protagonista non sarebbe riuscito a sopravvivere nel “suo” villaggio…

Parole di carta

Questo è un post che vi parla di parole… vi invito alla lettura di alcune opere anche molto diverse tra loro, qualcuna mi riguarda, altre le ho scoperte e ve le volevo segnalare.

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Iniziamo, riallacciandoci al post di ieri sui problemi di convivenza tra i turisti/escursionisti e chi abita e lavora in montagna, con una monografia uscita nella collana Meridiani. Finalmente ho ricevuto la mia copia, che mi è stata inviata in quanto autrice di uno degli articoli. Se cercate in edicola o in librerie specializzate il numero “Alpeggi e malghe delle Alpi”, troverete una serie di itinerari (con mappe dettagliate) che vi permetteranno di organizzare dei trekking dalle Alpi Liguri alla Carnia, godendo di splendidi panorami di montagna… e di alpeggio! Incontrerete quindi gli alpigiani, i loro animali (vacche, capre, pecore), camminerete lungo i sentieri dei pascoli e delle transumanze, imparando a comprendere meglio questo mondo e i suoi prodotti caseari, tanto preziosi e unici perché indissolubilmente legati alle erbe, agli animali che le brucano, alla mano del casaro, alle cantine dove vengono stagionati. Nel mio caso, vi porto in un vallone che spesso state vedendo nelle mie immagini, quello di Saint Barthélemy a Nus (AO), riprendendo anche parte dell’itinerario presente in “Alpeggi, alpigiani, formaggi della Valle d’Aosta – 23 itinerari escursionistici” di MonteRosa Edizioni.

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Grande novità invece quella che potete iniziare a trovare on-line in questi giorni. Esce infatti il mio romanzo “Il canto della fontana”, vincitore come inedito della passata edizione del premio letterario “Parole di Terra”.

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La presentazione ufficiale sarà a Genova domenica prossima, 30 settembre, nell’ambito del Book Pride. Mi potrete trovare tutto il giorno presso lo stand dell’editore Pentàgora, nel Palazzo Ducale di Genova. Seguiranno poi altri appuntamenti (ricordo come sempre di contattarmi se interessati ad organizzare una presentazione di una o più delle mie opere). Sono curiosa di sapere le vostre impressioni su “Il canto della fontana”, sicuramente qualcosa di diverso rispetto alle mie opere precedenti… ma c’è comunque la montagna, luoghi e ambienti che amo, sensazioni viste e vissute… Fatemi poi sapere!

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Per finire, queste due pagine più o meno nel cuore dell’ultimo libro che ho letto in questi giorni. Da quando sono tornate le capre dall’alpeggio, ho tempo per leggere mentre sono al pascolo. Io sono una grande divoratrice di libri, spazio su più generi. Se non c’è qualcosa che sto cercando in particolare, in biblioteca mi lascio guidare dall’istinto e dal caso nella scelta di quello che sarà il prossimo testo a tenermi compagnia, così com’è successo per il libro di cui sto per parlarvi. Niente, nel riassunto, faceva immaginare che avrei trovato momenti di vita pastorale e di alpeggio! Queste pagine sono tratte da “all’inizio del settimo giorno” di Luc Lang. Non so se consigliarvi il libro, che nel complesso alla fine mi ha lasciata un po’ esausta e confusa (per la sua recensione completa, vi rimando a questo sito, con il cui contenuto mi trovo totalmente concorde), ma la sua parte centrale mi ha catturata.

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Gregge sui Pirenei nella zona descritta nel libro “all’inizio del settimo giorno” (foto dal web)

Il libro è diviso in tre parti, nella seconda l’autore ci trasporta sui Pirenei, dove Jean, il fratello del protagonista vive e lavora con la sua azienda agricola. Non conosco quelle zone dal vivo, ma quando leggevo, ero là anch’io con il gregge, su quei pascoli, accompagnata dai patou. L’autore deve conoscere bene quella realtà per aver scritto le pagine che vi ho mostrato sopra. Il protagonista si occupa di informatica. Il fratello è laureato in agraria, ma ha scelto di mandare avanti in modo tradizionale l’azienda di famiglia. Ecco un brano dove si descrive lo scontro tra i mondi dei due fratelli.

(…)”Sono capitato su di un articolo a proposito dei chip elettronici per il bestiame e ho frugato un po’, pensando a te.
Aspetta fratellino, ti fermo subito. Perché, secondo te, non supero i centottanta capi?
Immagino che, se vai oltre, la scala cambia, non riesci più a controllare il gregge, mentre con la mia soluzione non c’è bisogno di personale supple…
Guarda, non hai capito niente. Non li supero perché, al di sopra, non posso più riconoscerle: il loro nome, il loro carattere, le loro abitudini… e centottanta è già il limite. Me ne frego di averne di più… E poi, ammettiamo pure, Thomas, cosa ci faccio con il tuo sistema? Che cosa…
Gestisci! Io installo le applicazioni, garantisco il controllo informatico, gli aggiornamenti…
Vorresti davvero farmi trascorrere le giornate davanti a uno schermo a “gestire” le curve di temperatura, l’esame del sangue, la traiettoria delle mie pecore? Le chiamerò all’orecchio con Skype? Mi sistemerai un ufficio nell’ovile? Diventerò il grande fratello del gregge? E poi, se ci rifletti un tantino… Quando le mie pecore saranno nel computer, la filiera della carne (laboratorio, ingrasso, riproduzione, macellazione) esigerà l’accesso ai file, insomma alle mie pecore informatiche… La filiera mi imporrà criteri di allevamento sempre più astrusi, votati nella Commissione europea da esperti smarriti e venduti per convalidare il mio bestiame, per certificare lo sperma fertile eliminando le razze meno produttive… la biodiversità, col cazzo! E io che divento? Cosa? Non ho più potere con i miei animali? Non ho più un mestiere, una capacità professionale? Sono un esecutore, gestisco la sorveglianza, hai detto bene… No, grazie, Thomas.
(…)
Sei davvero insensibile a ogni cambiamento, sei un caso dispe…
Vuoi che ti dica l’essenza del mio pensiero, Thomas? Tu ti affanni a tenere sotto controllo la gente che lavora all’esterno, tu ti inventi spie portatili, tu…
Niente affatto! Offro a ognuno la possibilità di autovalutarsi, di autovalorizzarsi, di dar prova delle proprie competenze in tempo reale, di…
Mi scoraggi con le tue scempiaggini, e quello che mi scoraggia di più è che sembri crederci alle tue belle parole da piazzista, mentre sei semplicemente uno sbirro al servizio dei potenti… E vorresti che le mie pecore, che anch’io… Risparmiami, fratellino, smettila con le tue assurdità, come puoi…”(…)

In questa parte del testo si parla anche del contrasto tra la vita bucolica, le qualità del formaggio prodotto da Jean con le sue pecore di razza autoctona… e il mercato globale, l’assurda dipendenza dai contributi comunitari per poter sopravvivere. Insomma, qualsiasi allevatore, pastore di montagna si ritrova completamente in questi paragrafi. Poi il libro ci porta altrove, molto lontano…

Scusate l’assenza

Sono passati veramente troppi giorni da quando ho aggiornato l’ultima volta queste pagine. Non è facile avere tempo per tutto e, nelle ultime settimane, alcuni problemi di salute alla schiena rendevano poco allettante anche solo la prospettiva di sedersi davanti al computer.

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Adesso la mia schiena va molto meglio e spero il problema non si ripresenti, anche perché il mese di maggio sarà, oltre che impegnativo, fitto di appuntamenti che mi porteranno pure in altre regioni d’Italia. Perdonatemi se mi leggerete poco qui, però potrete incontrarmi dal vivo. Sabato prossimo, 5 maggio, sarò ad Elva (CN), in Valle Maira, alle ore 17:30, per presentare due dei miei libri.

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La settimana successiva, il 9 maggio, invece a Verrès (AO), in anteprima verrà presentato il nuovo libro “Alpeggi, alpigiani, formaggi della Valle d’Aosta – 23 itinerari”. Ore 20:45 a Maison la Tour, Verrès. Seguiranno altri appuntamenti nelle prossime settimane, che mi porteranno prima in Valtellina (Edolo) e quindi in Veneto (Follina).

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Al pascolo con Grey, mentre Ginseng e Guinnes si contendono le mie attenzioni – Nus (AO)

Come vi ho detto sopra, sto meglio, però (per evitare ricadute) preferisco stare all’aperto e non seduta a scrivere. Anche perché le cose da fare non mancano. C’è da andare al pascolo delle capre, mattina e pomeriggio, perché ormai l’erba non manca più.

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Pascolo pomeridiano – Petit Fenis, Nus (AO)

La primavera è esplosa di colpo, in tutto il suo splendore. Ci sono stati alcuni giorni persino troppo caldi, ma adesso siamo tornati nella norma (con anche delle piogge, che nel mese di maggio, non mancano mai). Dopo un lungo inverno e la siccità dell’estate-autunno, vedere tutto quel verde è stato un piacere che non stanca mai! Lo abbiamo accolto quasi con sorpresa, come se non ci ricordassimo più di cosa si trattasse.

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Prati in fiore – Petit Fenis, Nus (AO)

Sono fioriti gli alberi da frutto, i ciliegi selvatici, i prunus, i peri, i meli… I prati si sono tinti di giallo con i fiori di tarassaco. C’è tutto da fare, fuori, tutti quei lavori che sono stati rimandati perché non era ancora stagione, nell’orto, nel giardino…

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Valanghe in quota – Vallone di Saint Barthelemy, Nus (AO)

In montagna c’è ancora tanta neve, ci sono state molte valanghe nei giorni più caldi, poi ancora altra neve con le precipitazioni di queste ultime ore, seguite da pioggia che sta cadendo anche a quote abbastanza elevate. Molti però parlano già di alpeggio: chi sale iniziando a pascolare nel fondovalle o appena sopra centri abitati a mezza quota, è quasi pronto per partire. Un paio di settimane e poi greggi e mandrie pian piano daranno il via alle transumanze.

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Pascolo tra arbusti e prati abbandonati – Petit Fenis, Nus (AO)

Il pascolo non manca più, dopo mesi e mesi di fatica: chi cercava dove portare i propri animali, chi li nutriva in stalla con scorte di fieno sempre più esigue o con fieno acquistato a carissimo prezzo. Si passano diverse ore al pascolo con gli animali, quando si rientra, manca il tempo per sedersi a scrivere. Un tempo lo facevo anche mentre pascolavo, ma un conto è avere 4-5 capre, un conto un gregge più numeroso! Poi, come avete visto in una delle immagini pubblicate sopra, gli ultimi nati tra i capretti reclamano attenzioni e rendono difficile anche solo la lettura di un libro! Altro che scrivere su di un tablet!

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Cielo grigio e aria di pioggia – Petit Fenis, Nus (AO)

Adesso poi è arrivata la pioggia, pare che l’instabilità caratterizzerà per lo meno queste prime settimane del mese. Gli animali mangiano lo stesso, che ci sia sole o che piova, quindi anche con il maltempo non riesco più di tanto a dedicare del tempo a queste pagine… Ogni tanto pubblicherò qualcosa, ma spero proprio che verrete anche ad ascoltarmi nei vari incontri che ci saranno nelle prossime settimane.

Alpeggi, alpigiani, formaggi della Valle d’Aosta

Eccomi di nuovo a parlarvi di un nuovo libro. Proprio stamattina, dalle mani degli editori, ho ritirato le primissime copie della mia nuova fatica letteraria. Andrà in distribuzione in questi giorni, quindi dopo il 20 aprile dovreste iniziare a trovarlo on-line, a fine mese arriverà anche nelle librerie, ma… potete già andare a prenotarlo!

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La copertina

“Alpeggi, alpigiani, formaggi della Valle d’Aosta – 23 itinerari” MonteRosa Edizioni (prezzo di copertina 24,50€) è la mia nuova opera. Posso dirmi davvero soddisfatta del risultato. Forse non dovrei, come Autrice, ma un libro è un lungo “viaggio”: le frasi preliminari, la raccolta delle informazioni, le “uscite in campo”, le interviste, la raccolta di tutta la documentazione per i testi introduttivi, la scrittura… poi le revisioni delle bozze, la scelta delle foto. Dopo il tutto passa alla casa editrice per l’impaginazione e le revisioni successive. Infine io avevo ricevuto una versione digitale dell’opera. Mi piaceva, ma poi bisognava vedere come avrebbe “reso” una volta stampato. E’ stato dato il giusto risalto alle immagini, stampate su carta lucida e… non posso che complimentarmi con gli Editori. Spero che piaccia altrettanto anche a voi lettori!

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Plan de Breuil – Ollomont (AO)

Ma che cos’è questo libro? Cosa ci trovate all’interno? Innanzitutto, trovate per l’appunto 23 itinerari escursionistici, da affrontare principalmente a piedi (alcuni si prestano anche per la MTB, ma l’utente “tipo” è un camminatore), con diversi gradi di lunghezza. Questi vi porteranno a scoprire un po’ tutta la Valle d’Aosta, dalla Bassa, alla Media, all’Alta Valle, nei sui angoli più o meno conosciuti, con i suoi meravigliosi panorami alpini.

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Vallorsiére -Vallone di St. Barthelemy, Nus (AO)

Ogni itinerario raggiunge non una cima, un colle, ma uno o più alpeggi. Alcuni vengono sfiorati, in altri ci si ferma. Si tratta ovviamente di una minima parte del gran numero di alpeggi ancora attivi sulle montagne della Val d’Aosta. Poi l’escursionista può proseguire per vedere laghi, pranzare o pernottare in un rifugio, arrivare ad un colle (secondo le indicazioni fornite anche nel testo), ma la meta principale normalmente è proprio l’alpeggio.

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Fontine – Alpe Djouan, Valsavarenche (AO)

Lo scopo principale del libro è quello di condurre gli escursionisti alla scoperta e all’acquisto dei prodotti caseari degli alpeggi: Fontina, ma non solo! Nella prefazione, tra i vari aspetti trattati, vi è la storia e l’origine del nome di quello che è il formaggio più conosciuto della valle. Negli alpeggi però potremo trovare anche molto altro, spaziando tra la tradizione e le innovazioni.

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Vacche al pascolo sopra alla Tsa de Fontaney – Vallone di Saint Barthelemy, Nus (AO)

Nel libro, e lungo gli itinerari, incontreremo ovviamente gli animali al pascolo. Bovini soprattutto, ma anche capre e pecore. Si parla delle razze, del perché vengono scelte, delle loro caratteristiche e anche di come gli escursionisti devono comportarsi in loro presenza. Non li vedremo fuori in qualsiasi ora del giorno, e anche questo vi verrà spiegato…

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Al pascolo nel Vallone di San Grato – Issime (AO)

Ho voluto dare molto spazio però soprattutto agli allevatori, ai loro aiutanti, alle persone che si incontrano negli alpeggi e sui pascoli. Sarà attraverso le loro parole che il lettore potrà andare alla scoperta di questo mondo, delle sue tradizioni, ma anche di come è cambiato e sta cambiando in questi ultimi anni. Si parla molto di passione, ma anche di difficoltà legate alla burocrazia, alle normative sulla lavorazione del latte, al valore dei prodotti non proporzionato allo sforzo che permette di ottenerli. Ci sono giovani, famiglie, anziani, operai dal Marocco e dalla Romania, ciascuno con la propria storia e le proprie esperienze.

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Comboé, la cappella e la casa parrocchiale – Charvensod (AO)

Infine, quasi ogni itinerario prevede anche la scoperta di aspetti storici, archeologici o naturalistici: siti minerari, sculture lignee, architettura Walser e così via. Insomma, un libro che spero soddisfi un pubblico molto vasto. Il mio obiettivo principale nello scriverlo è stato soprattutto quello di avvicinare due dei principali gruppi di utenti della montagna estiva: chi ci va per lavoro, salendo in alpe con mandrie e greggi, e chi la sceglie come luogo di svago per una gita, per un trekking, per un soggiorno. Scriverlo, ma soprattutto “farlo” recandomi in ciascuno dei luoghi descritti, per me è stata una bella avventura, che mi ha permesso di conoscere meglio questa regione e i suoi allevatori, instaurando anche nuovi rapporti di amicizia.

A questo punto, non vi resta che leggerlo! La prima presentazione ufficiale sarà a Verrés ad inizio maggio (seguiranno comunicazioni sulla data e sul luogo esatto). Potrete trovare copie del libro anche alle presentazioni già in programma delle altre mie opere. Per chi invece fosse interessato ad organizzare una serata dedicata a questo testo… come sempre, contattatemi!

Scegliamo la copertina!

E’ arrivato il momento conclusivo per il libro a cui ho lavorato in questi mesi: l’estate per raccogliere foto e interviste, l’autunno e l’inverno per documentarmi e scrivere i testi. La mia nuova “fatica” sugli alpeggi della Valle d’Aosta dovrebbe uscire per gli inizi di maggio. Si tratta di un testo contenente 23 itinerari escursionistici che conducono il turista alla scoperta degli alpeggi valdostani, preferibilmente dove di produce e vende formaggio. “Alpeggi, alpigiani, formaggi della Valle d’Aosta” sarà edito da MonteRosa edizioni.

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Scelta 1: Valtournenche, alpeggio La Manda
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Scelta 2: Laghi di Djouan, Valsavarenche 

Qui trovate il sondaggio dove votare. Sarebbe molto gradito un commento in cui mi spiegate la motivazione della vostra scelta. Grazie mille!

 

Dal vivo…

Un paio di appuntamenti dove incontrarci nelle prossime settimane…

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Il 22 febbraio (giovedì) sarò in Ossola. Dopo un incontro mattutino con gli studenti, alla sera presentazione aperta al pubblico. Ore 20:30 a Crodo (VB), nell’aula magna dell’Istituto Agrario Fobelli.

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Invece il 1 marzo alle ore 18:00 a Pinerolo, a Casa Bonadè Bottino (P.zza San Donato 4) si parlerà di montagna, di viaggi, di lupi, di capre, di alpeggi… Presentazione del libro di Paola Giacomini “Sentieri da lupi” e del mio “Capre 2.0”. Vi aspettiamo!!

Incontriamoci di persona!

Cari amici, il mondo virtuale mi sta un po’ stufando… leggo tanta disinformazione, che ottiene più ascolto degli articoli seri. Inoltre, ho un paio di argomenti che mi piacerebbe tanto discutere con voi, ma purtroppo “…è meglio non parlarne, perché non si sa mai, le conseguenze…“. Così è la vita, non crediate che il mondo degli allevatori sia la favoletta di Heidi. Vi dico soltanto che la burocrazia affligge tutti i settori, ma più che mai manda fuori dai gangheri quando va a toccare un mestiere così concreto come quello di chi è impegnato dal mattino alla sera per seguire i propri animali e proprio non riesce a capire chi e come, in qualche ufficio, riesca ad inventarsi certe “leggi”.

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Così passa la voglia di aggiornare il blog, se non posso dire quello che penso… Ma non passa la voglia di incontrare i miei amici e i miei lettori, vi garantisco che faccia a faccia vi parlo di qualunque cosa e rispondo a tutte le vostre domande. Poi sarebbe anche un bel modo per farci gli auguri di persona e non solo dietro ad uno schermo (del pc o del telefono). Quindi, questo sabato, 16 dicembre 2017, alle ore 17:00 vi aspetto nella Biblioteca Comunale di Cumiana, il mio paese. Ci saremo io con “Capre 2.0”, Paola Giacomini con “Sentieri da lupi” e i formaggi dell’Azienda Agricola di Matteo Faion. Tra l’altro, proprio in quel giorno, ci saranno spettacoli e animazioni per le strade del paese. A presto allora!