Panoramica stagionale

La stagione sta finendo… no, non parlo della primavera. Sta arrivando alla fine il periodo in cui abbiamo gli animali qui a casa, sta per iniziare la stagione d’alpeggio. Tutti si lamentano, quest’anno siamo in ritardo, chi è salito “alla solita data” immagino stia faticando a riempire gli animali, se si trova ad alta quota. Ma forse erano gli anni scorsi ad essere anomali, con inverni e primavere fin troppo caldi. D’altra parte, la stagione d’alpe un tempo non andava da San Giovanni a San Michele?

I prati quasi pronti per lo sfalcio e un cielo estremamente variabile caratterizzano questo inizio giugno – Nus (AO)

Parlando di date, oggi è San Medardo, giorno “di marca”. Se piove oggi, pioverà per quaranta giorni. Due gocce le ha già fatte, su verso gli alpeggi il cielo è nero, tuona… Chi lavora in agricoltura, quest’anno si lamenta non poco, per il tempo. Si lamenta il contadino, l’allevatore, l’apicultore, il vignaiolo. Gelo, grandine, siccità, forti temporali, sbalzi improvvisi e fenomeni molto intensi, tutto un insieme di condizioni non favorevoli.

Pascolo a 1000m nel mese di novembre – Petit Fenis, Nus (AO)

Ma come sono andati, questi mesi? Bisognerebbe guardare grafici, millimetri di precipitazioni, temperature medie, ma per quello ci sono i siti specializzati. Io vi faccio una panoramica di immagini, ricordi e sensazioni. Gli animali sono rientrati in autunno, tra fine settembre e inizio ottobre, dopo una stagione d’alpeggio decisamente siccitosa, specialmente nell’ultimo periodo. I prati dov’era stato tagliato il fieno però erano stati regolarmente irrigati, così si è potuto pascolare fin oltre gli inizi di novembre. In quel periodo iniziavano i parti delle vacche, così man mano qualcuna rimaneva in stalla… L’erba è terminata approfittando di belle giornate anche più miti del normale. Dopo, al pascolo, sono rimaste le capre.

La prima nevicata di inizio dicembre – Petit Fenis, Nus (AO)

A dicembre la neve è arrivata abbastanza presto, si pensava che questo potesse significare un lungo inverno con gli animali in stalla e l’erba a riposare sotto la coltre gelata. Non è stato così.

Pascolo in una bella giornata di sole nel primo giorno d’inverno – Petit Fenis, Nus (AO)

La neve se n’è andata, altra è caduta, si è sciolta e avanti così, in un’alternanza di giornate di sole, vento e ancora altre precipitazioni. Niente però di così duraturo e, soprattutto, in grado di fornire una buona scorta d’acqua al terreno. Molto spesso è stato il vento a portarla via, più che non il sole a scioglierla.

Quattro passi nella neve, dopo aver pascolato un po’ nel bosco – Petit Fenis, Nus (AO)

Anche se c’era la neve, si riusciva a pascolare nel bosco, dove le capre brucavano avide le foglie dell’edera. Ovviamente in stalla le aspettava anche un po’ di fieno e di fioccato, ma uscire faceva bene, anche perché le pance crescevano e si avvicinavano le prime nascite.

Prima uscita dei capretti nati a gennaio – Petit Fenis, Nus (AO)

Ecco allora, a fine gennaio, dopo qualche giorno in stalla durante il primo periodo dei parti, una bella giornata mite in cui fare la prima uscita con il gregge al completo. In quella stagione le capre sono poco esigenti, mangiano qualunque cosa, dalle foglie secche a quel poco di erba che fa capolino nei prati.

Nebbia sul fondovalle – Petit Fenis, Nus (AO)

Febbraio è un mese strano, è ancora inverno, ma non è inconsueto avere belle giornate, anche abbastanza miti, specie se soffia il vento di foehn. Quest’anno invece ha fatto la sua comparsa più volte la nebbia, a coprire interamente il fondovalle, regalando a chi era al di sopra scorci magici.

Nebbia, freddo e galaverna – Petit Fenis, Nus (AO)

In un susseguirsi di sbalzi, ecco giornate gelide con nebbia, nuvole basse e arabeschi di galaverna che hanno decorato ogni cosa. Ma il mese non era ancora finito…

Sfinite dal caldo, a cercare un’ombra che non c’è ancora – Petit Fenis, Nus (AO)

E così ecco quelle che ricordo come le giornate più faticose al pascolo, con un caldo innaturale, il cielo velato da sabbia sahariana, le capre che pativano la sete e cercavano riparo dal sole in un pomeriggio invernale ancora breve. Come si faticava a rientrare a casa, in quei giorni. Bisognava girare per trovare qualcosa da mangiare, febbraio è un mese avaro, ma ogni salita causava fiatone e costava una gran fatica.

Pascoli aridi attendendo una pioggia che non arrivava – Petit Fenis, Nus (AO)

A marzo la pioggia non voleva saperne di arrivare. Il verde era una tenue illusione nei prati di fondovalle che si scorgevano in lontananza. Dove andavano al pascolo le capre c’era poco/niente. Le previsioni si ostinavano a mettere un bel sole giallo. Non era bello uscire al pascolo, gli animali faticavano sempre più, anche quando doveva essere la stagione in cui arrivava l’erba nuova. In quei giorni ho capito davvero cosa intendono i pastori quando dicono che il momento migliore è veder rientrare gli animali “ben pieni” la sera. Mancava quella soddisfazione…

Fine marzo, ancora siccità – Petit Fenis, Nus (AO)

Il calendario diceva che la primavera era iniziata, ma non si vedevano cambiamenti. C’erano giornate più miti, altre più fresche, ma della pioggia non si vedevano tracce.

Due immagini degli inizi di aprile – Petit Fenis, Nus (AO)

Arrivò anche aprile. Con un po’ di ritardo rispetto agli anni precedenti, iniziò anche la fioritura di alberi e cespugli, ma era sotto tono, meno brillante del solito, forse perché non c’era il contrasto con il verde che avrebbe dovuto tingere i prati. Alla sera, al rientro in stalla, bisognava ancora dare del fieno, perché raramente le capre erano riuscite a riempirsi a sufficienza la pancia.

I pascoli degli alpeggi già privi di neve – Vallone di Saint Barthélemy, Nus (AO)

E in montagna? Anche i pascoli degli alpeggi stavano patendo questo clima. Molti erano già completamente scoperti, la neve se n’era andata, erano iniziate le fioriture. Ma poi le temperature si erano nuovamente abbassate, così il terreno veniva colpito duramente dal gelo durante la notte e non solo.

Irrigazione a pioggia in una gelida mattinata di vento (7 aprile 2021) – Petit Fenis, Nus (AO)

…e il freddo si abbassò fin qui, a 1000m, ma anche più in basso, nel fondovalle, dove il sole tardava ancora ad arrivare, al mattino. Era il mese di aprile, gli impianti di irrigazione per fortuna erano entrati in funzione, i prati avevano un disperato bisogno di acqua. Ma, quel mattino, il termometro era sotto lo zero e così, invece dell’acqua, ci fu il ghiaccio. Successe più di una volta, le temperature notturne erano basse, ma anche di giorno, pur con il sole, non si pativa il caldo.

…è bastata anche solo poca pioggia a portare il tanto sospirato colore verde! – Petit Fenis, Nus (AO)

La pioggia alla fine arrivò. Prima qualche goccia, poi qualcosa di più serio. Andare al pascolo tornò ad essere un vero piacere, in qualunque posto ti dirigevi, c’era qualcosa da mangiare, le capre si fermavano a testa bassa e pascolavano, avide di quell’erba tenera che non vedevano da tanti mesi.

Abbeveratoi e pascoli d’alpeggio – Torgnon (AO)

In alpeggio faceva ancora freddo, si intuiva però che i pascoli avevano subito danni da quel susseguirsi di situazioni difficili. La siccità estiva e autunnale, la neve che si era sciolta velocemente, il freddo intenso in primavera… Ma anche i prati di fondovalle e, addirittura, in pianura, mostravano i segni di quelle gelate tardive. Tutti erano concordi nel dire che ci sarebbe stato poco fieno, cosa che molti, con il primo taglio, hanno già potuto confermare.

Fresche giornate di inizio maggio al pascolo – Petit Fenis, Nus (AO)

Le capre non boccheggiavano più per il caldo: c’era l’ombra, finalmente, le foglie iniziavano a distendersi, ma soprattutto l’aria si manteneva fresca. E così le foglie servivano soprattutto per la dieta degli animali, che le preferivano all’erba, dal momento che quest’ultima iniziava ad avere la spiga. Quando finalmente non si tribolava più a pascolarle, era però arrivata l’ora, per loro, di partire per la montagna.

Pascoli di mezza quota – Praille, Nus (AO)

Ecco che i pascoli a mezza quota hanno iniziato a risuonare di muggiti e campane. Animali giovani e vacche in asciutta sono stati messi al pascolo, vicino ad alcune stalle a quote più basse uscivano dalle stalle anche le vacche da latte. Poi è iniziato il lento via vai dei camion, camioncini, trattori con bighe, trailers e qualche transumanza a piedi. La stagione d’alpeggio stava iniziando, nonostante tutto.

Fioritura del tarassaco a mezza quota – Vallone di Saint Barthélemy, Nus (AO)
Pascoli d’alpeggio – Pontboset (AO)

Qualcuno è salito, qualcuno ha aspettato qualche giorno in più, altri stanno ancora attendendo. Perché l’erba non c’è, l’erba è indietro, l’erba non vuole saperne di uscire, di crescere. Salire prima del tempo vuol dire compromettere l’intera stagione, perché gli animali in pochi giorni mangiano quello che, in un’annata normale, li avrebbe saziati per più settimane. Chissà come sarà, questa stagione estiva che sta per iniziare? Proprio ora si è sentito un colpo di tuono, su negli alpeggi piove di sicuro. Una volta partite le vacche, sarà ora di pensare al fieno…

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