La voce delle donne

Poche righe per lanciare un gesto simbolico. Ieri siamo stati tutti colpiti, a vario titolo, da ciò che è successo in Trentino: la morte dell’allevatrice Agitu Ideo Gudeta per mano di un suo collaboratore. Non sto a far retorica, di parole ieri ne sono già state dette e scritte forse fin troppe. Resta il fatto nella sua amara crudezza: un uomo non ha saputo far valere le proprie ragioni nei confronti di una donna se non con l’uso della forza e della violenza. C’è tanto dietro quel gesto, ci sono millenni di storia, di cultura, di conquiste negate in pochi secondi. Nonostante se ne parli, ahimè, molto spesso, continua ad accadere.

Maria Pia – colline del Monferrato (AL)

Quando ho saputo la notizia, ho pensato a quante donne allevatrici ho incontrato in questi anni, e quante volte mi hanno raccontato momenti di difficoltà nel lavoro e nella vita proprio legate all’essere donne. Perché c’è ancora arretratezza mentale e culturale, perché oggi si avvicinano culture diverse dove il ruolo della donna non sempre è riconosciuto in modo uguale, perché in alcuni territori c’è una maggiore chiusura, per altri motivi ancora.

Valentina con i suoi figli – Valchiusella (TO)

Molte volte oggi la donna non è solo più la moglie/sorella/madre/compagna dell’allevatore, dell’agricoltore. E’ lei la titolare dell’impresa e si trova a dover assumere dipendenti, dar loro degli ordini, acquistare attrezzature, approvvigionarsi di foraggio, acquistare animali e così via. Non parliamo solo della forza fisica necessaria per svolgere i singoli lavori, ma di quella mentale necessaria per affrontare certe situazioni, specialmente con certi “uomini” che non si dimostrano tali.

Marta – Valle Stura (CN)

Ieri sera una delle mie amiche allevatrici, Marta, mi ha mandato un messaggio dove esprimeva all’incirca i miei stessi pensieri, ma ancora più sentiti, dato che lei è una titolare di azienda agricola e, in aggiunta, ha perso un’amica per mano di un uomo. “Dovremmo fare un qualcosa, un gesto simbolico da parte di tutte le allevatrici. Non so se sia così in tutti i settori, ma nel nostro molte volte questi problemi li senti sulla tua pelle.” Non soltanto per la memoria di Agitu, ma per far vedere a tutti quante sono le donne in questo mestiere, che forza hanno, contro cosa devono combattere ogni giorno.

Silvia – Champoluc (AO)
Carla – Val Chisone (TO)

E così, stimolata dalle parole di Marta, vi faccio questa proposta: il giorno dell’Epifania, quando i social sono invasi da messaggi, video e immagini anche abbastanza stupide a “celebrare” la “donna-befana”, pubblichiamo invece sulle nostre bacheche social (Facebook, whatsapp, Instagram, tutto dove siamo presenti) un qualcosa che parli di noi. Mi rivolgo alle allevatrici, agricoltrici, veterinarie, pastore salariate, donne che fanno parte a vario titolo del mondo agricolo/zootecnico.

Anny – Nus (AO)
Sara – Pianura pinerolese (TO)

Una foto simbolica, ma chi è più bravo con le parole e ne ha la voglia, può raccontare un momento difficile vissuto in quanto donna, oppure la storia della sua azienda. Chi se la sente e lo sa fare, può pubblicare un video. Possono ovviamente partecipare anche gli Uomini, quelli che riconoscono il valore delle donne in questo settore, pubblicando foto delle loro madri, mogli, sorelle, raccontando qualcosa della loro forza. Non dobbiamo dimostrare niente, solo dire che ci siamo e siamo tantissime. Il gesto vile contro una di noi è una ferita a tutte quante.

Alessandra – Val Soana (TO)
Lorella e sua mamma Paolina – Valchiusella (TO)

Vi racconto un piccolo aneddoto a suo modo simbolico. Ero in coda in un negozio dove si vendono/aggiustano macchinari agricoli, aspettavo il mio turno per prendere dei pezzi di ricambio per la falciatrice e per il trattore. Nei giorni della fienagione purtroppo succede spesso e aggiustare al più presto il mezzo è fondamentale per riuscire a finire il lavoro prima di un temporale. E’ entrato un uomo, anche lui con qualche urgenza simile alla mia, ed è andato dritto al bancone passandomi davanti. Gli ho fatto notare che c’ero io, prima. Prepotentemente, ha risposto che lui aveva fretta. Perché, io no? Scommettiamo che, se fossi stata un uomo, non avrebbe agito così? Comunque, mi sono fatta servire prima di lui, come doveva essere, secondo l’ordine di arrivo in negozio.

Elisa e Linda – Valsavarenche (AO)

C’è una settimana di tempo per far girare l’iniziativa, per informare, per scegliere la foto giusta, per realizzare qualcosa da postare il 6 gennaio 2021. Un giorno di donne forti. Credo che questo, in rete, si chiami flashmob e ci sia la necessità di un hashtag… per tutte le #donneforti allora!

Laura – Bionaz (AO)

11 Replies to “La voce delle donne”

  1. Condivido pienamente le tue idee. Noi siamo il sesso forte senza di noi. Non ci sarebbe futuro. Buon anno a tutte le donne sicuramente ci sono piu’ donne con le palle che uomini.

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  2. Le parole potrebbero impoverire il commento. La rabbia per quanto e accaduto e incontrollabile. Vorrei che fosse di più amplificato. Spezzare le ali a tanta forza determinazine coraggio amore per la natura, e un delitto che rimane impunibile: pultroppo.

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  3. Ho combattuto e tutt’ora combatto contro le differenze di genere ed i pregiudizi che vedono la donna sempre uno scalino sotto l’uomo. Nella vita, sul lavoro, nel sindacato ho dato e continuo a fare forza alla voce edd si diritti delle donne…che non sono per le donne, bensì x ogni essere umano. Andiamo fiere delle nostre capacità e competenze con resilienza.

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  4. Purtroppo queste situazioni le si riscontrano in tutti i settori lavorativi e non e a dirvelo è un uomo. Spesso alle “carenze cerebrali” si rimedia con la violenza fisica o psicologica a danno delle donne che, nonostante abbiamo abbondantemente superato il 2000 , continuano ad essere il capro espiatorio dell’immaturità di tanti uomini. Mettici pure la faziosa iniziativa giornalistica di alcuni “sedicenti intellettuali” che pubblicano strane statistiche a proposito dei femminicidi ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. Chissà se riusciremo mai a capire che l’umanità è fatta da donne e uomini e non da schiave e padroni. Il mio pensiero va a tutte le donne vittima di violenza, molte delle quali, a causa di connivenze a tutti i livelli, non avranno mai neanche la loro dovuta giustizia. Sic!!!

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  5. Grazie Marzia condivididerò questo post. Fare l’allevatrice è duro, essere donna non è uno scherzo, essere entrambe le cose ci mette alla prova ogni giorno e ogni giorno siamo felici di essere così!

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  6. pure io ho un dispiacere immenso per la fine di Agitu donna così determinata e speciale ! ho anche una grande rabbia contro questa prepotenza di certi uomini io vorrei scrivere in grande lo slogan di Agitu Vietato calpestare le donne e i loro sogni!!!

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  7. è una vita dura, ma quando si sceglie lo si fa con gioia e sacrificio, ma è un ritorno alle radici, a quella civiltà quasi perduta, che ha pero permesso all’uomo di arrivare al presente. conosco una di voi Patrizia, che ha dato cuore e anima a questo modo di vita, e io come naturalista ho dato una mano a tanta gente a conoscere questo ambiente così ricco di natura. sono con voi anche nella tristezza!

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