Che stagione sarà?

Le stalle si stanno svuotando, in questi giorni c’è stato un flusso incessante di camion, camioncini, trattori con bighe, tutti carichi di vacche dirette agli alpeggi del vallone che si apre qui sopra. E lo stesso sta succedendo altrove. La stagione d’alpeggio 2020 è iniziata, nonostante tutto. Ma che stagione sarà? Oggi è la Giornata Mondiale dell’Ambiente, così si fa un gran parlare di biodiversità, di scomparsa di specie (animali e vegetali), di inquinamento, di clima (e dei suoi cambiamenti).

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Biodiversità in un prato in Valtournenche (AO)

Anche i prati e i pascoli di montagna sono ricchissimi di biodiversità, il fatto che l’uomo li gestisca (con lo sfalcio e con la brucatura da parte di mandrie e greggi) ne garantisce la biodiversità, a patto che il carico di animali sia adeguato (né troppi capi, né troppo pochi). Certamente, anche il bosco è ricco di biodiversità, ma diversa da quella di un prato. E c’è ancora più biodiversità quando si alternano ambienti diversi (boschi, radure, pascoli di alta quota, ecc…). Visto che, purtroppo, sempre di più una certa fetta di informazione demonizza l’allevamento in generale, senza far differenze tra quello intensivo e quello estensivo più tradizionale, è sempre meglio ripetere queste cose. E ribadire come l’allevamento estensivo sia importante sia per la biodiversità (vegetale, ma anche animale, grazie alla scelta di razze autoctone), sia per il paesaggio.

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L’alpeggio Berruard (1947m) già caricato ad inizio giugno – Ollomont (AO)

Ma torniamo alla nostra stagione d’alpeggio che sta prendendo il via. Dopo un inverno ancora una volta abbastanza mite, la neve si è poi abbassata di quota quando la primavera stava per iniziare, ma ovviamente non è rimasta a lungo sul suolo. Così a fine maggio l’erba è già verde anche intorno a quegli alpeggi che dovrebbero vedere l’arrivo delle mandrie solo nel cuore della stagione estiva. Non è un buon segno e non fa ben sperare.

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Pascoli a 2100m il 2 giugno nella Conca di By – Ollomont (AO)

Un amico pastore salito in montagna con il suo gregge già agli inizi di maggio mi diceva che l’erba “veniva già grossa“, cioè era già alta, dura. A queste quote lo si vede anche nei prati, dove l’erba sarebbe già matura per la fienagione, se soltanto il tempo lo permettesse. I temporali e le piogge, oltre ad averla infradiciata, l’hanno persino coricata al suolo.

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Al 7 di maggio la neve era già quasi interamente sciolta alla Tsa de Pierrey (2333m) – Vallone di St.Barthélemy, Nus (AO)

In alto c’è poca, pochissima neve e questo sarà un problema, se dovesse esserci siccità. Per ora le previsioni indicano un periodo di instabilità che sembrerebbe dover durare per parecchi giorni, ma l’estate è lunga, non sono sufficienti dieci giorni di pioggia a giugno per garantire buona erba e acqua nei ruscelli e nei laghi fino a settembre. Soprattutto se poi le temperature dovessero salire e farsi estreme come già accaduto nelle ultime estati.

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L’inizio del Ru de By – Ollomont (AO)

La Valle d’Aosta è una regione abbastanza secca e ventosa, fin dall’antichità l’uomo ha realizzato una vasta rete di canali (ru) per portare l’acqua sui versanti dove altrimenti non ve ne sarebbe la disponibilità. I ruscelli iniziano in un corso d’acqua dove c’è la presa principale e la distribuiscono man mano dove ce n’è bisogno, con un sistema di saracinesche, vasche e canali secondari. L’irrigazione dei prati in gran parte delle zone è stata modernizzata con dei sistemi di girandole, la cui apertura temporizzata è regolata dai computer, ma… all’inizio c’è sempre solo un torrente di alta montagna alimentato dallo scioglimento di neve e ghiacciai.

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Ciò che resta dei ghiacciai del gruppo del Monte Bianco visti dalla Val Veny – Courmayeur (AO)

…ghiacciai che arretrano sempre di più, alimentati da sempre meno neve. Per cui ci si augura che piova ogni tanto, almeno un temporale, per mantenere l’erba verde, per farla crescere nei pascoli più bassi dopo che è stata consumata, di modo che gli animali possano passare una seconda volta a fine stagione. Si spera che ci sia acqua nei torrenti, per far sì che gli animali possano bere, ma anche per utilizzarla per l’irrigazione, laddove questa venga fatta anche in alpeggio.

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Un tratto del Ru de By – Doues (AO)

Come sarà la stagione dal punto di vista del clima e, conseguentemente, della vegetazione, lo potremo dire solo al mese di ottobre, quando le montagne torneranno silenziose. Interrogativi quest’anno comunque ne abbiamo ben più del solito, per quello che riguarda la vendita dei prodotti, l’afflusso di turisti, l’atteggiamento di questi ultimi nei confronti dell’ambiente montano, dei suoi abitanti…

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