Incertezza e confusione

Voi come vi sentite? A me sembra di essere sospesa in una bolla, le giornate passano, si trascinano, ci sono cose da fare, con gli animali non ti fermi mai, ma sono tutte uguali, non c’è più il diversivo della domenica, quando si andava ad una fiera, ad una manifestazione, a trovare qualcuno. Almeno adesso possiamo tornare a camminare in montagna e… fin quando i confini regionali (e nazionali) saranno chiusi, ci sarà poca gente, il che non è un male, per chi la montagna la ama e la apprezza con i suoi silenzi, le sue vastità, la lentezza.

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La neve del 1 marzo – La Pesse, Nus (AO)

Quest’anno la primavera è bellissima, ci sta regalando colori, giornate limpide, giochi di luci e nuvole. Dopo un inverno non così ricco di neve (almeno a queste quote) è stato marzo a portarci il candido mantello. Quando è iniziata la “chiusura”, la natura fuori dalla porta invece si è esibita in una stagione “giusta”, per ora senza eccessi, anche se in questi giorni sono attesi i primi picchi di calore.

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Pulsatille nei pascoli di alta quota – Vallone di Saint Barthélemy, Nus (AO)

Qui almeno ce ne siamo accorti e abbiamo potuto apprezzare lo spettacolo naturale, ma non vedevo l’ora di poter salire più in alto e godere delle prime fioriture sui pascoli, le più spettacolari. Ma anche nella loro immutata bellezza, non sono sufficienti a forare quella bolla in cui siamo sospesi e riportarci a ciò che avevamo prima, nel bene e nel male.

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Pierrey – Vallone di St.Barthélemy – Nus (AO)

Siamo ancora un po’ tutti in attesa di “ripartire”, anche chi non ha mai smesso di lavorare nei campi, nei prati, nelle stalle. Ma ripartire… come? L’altro giorno parlavo con un allevatore di una nota località turistica di montagna: “Sono più di 50 anni che vado in quell’alpeggio, ci sono andato fin da bambino. Qui una volta tutti avevano bestie, oggi d’inverno ci sono solo più cinque stalle aperte. Noi, per andare avanti, abbiamo integrato: abbiamo realizzato in alpeggio un piccolo punto ristoro e la vendita diretta dei prodotti. In questi anni passati ha funzionato ed economicamente ha aiutato. Quest’anno non so proprio come andrà… Però per chi ha lasciato perdere del tutto l’agricoltura, puntando solo esclusivamente sul turismo, sarà molto peggio che per noi!

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Il gregge in transumanza attraversa un parcheggio affollato – Pont, Valsavarenche (AO)

Già… chi farà turismo, quest’anno? E come? Non tutti se lo potranno permettere. Poi ci sono le mille regole e limitazioni, la preoccupazione del contagio, tutti quelli che dicono che la montagna sarà da preferire come meta turistica… Non so che dire, sono spaventata da tutto questo, non so cosa mi preoccupi di più.

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Rifugio Coda, sullo spartiacque tra Biellese e Valle d’Aosta

Nel leggere linee guida, normative regionali e comunali, non so se ridere o se piangere. Ignoro se voi abbiate o meno la possibilità di andare in ferie, ma vi viene voglia di farlo, con un “clima” del genere? Come riuscirete a rilassarvi tra spazi da rispettare, mancanza di tutta una serie di intrattenimenti (ludici, culturali, sportivi…), divieto persino per i bambini di giocare insieme (in spiaggia, ma non solo), ristoranti da prenotare in anticipo (immagino che ci sarà anche un tempo massimo per le consumazioni, altrimenti il ristorante fallirà di sicuro, se uno dei pochi tavoli rimasti viene occupato per tutta la sera da chi prende solo un’insalatina e una macedonia).

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Ruscello tra i pascoli, Vallone di St.Barthélmy, Nus (AO)

Lo so che per qualcuno suonerà male, ma… non sarebbe forse meglio un altro approccio? Regole d’igiene, certamente, quelle non guastano mai (e chi lavora in un’azienda agricola che trasforma prodotti di normative ne ha già sempre dovute seguire non poche). Però a fronte di mille divieti, di spauracchi di nuovi periodi di chiusura totale, di vita sociale, educazione scolastica, ecc ridotte a voci, suoni, visi dietro ad uno schermo, verrebbe da dire: “Facciamoci gli anticorpi e si salvi chi può“. Certo, potrebbe toccare anche a me o a qualcuno a cui voglio bene… ma sono pensieri che vengono, specie quando c’è così tanta confusione su questo virus. Su come si diffonde, sui suoi effetti, su quanto durerà, sul vaccino (che, ammesso che si trovi, potrebbe non essere efficace perché il virus, nel frattempo, potrebbe mutare), e via discorrendo. Mascherine sì, mascherine sempre, mascherine no, guanti, un metro, due metri…

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Fiera a Valpelline (AO), edizione 2019

Insomma, al pensiero di dover tornare ad essere “rinchiusa” per mesi, senza la possibilità nemmeno di camminare da sola nei boschi dietro casa, o alla prospettiva di una vita “sospesa” che si protrae magari anche per anni, con la paura e la diffidenza verso chiunque, contatti con il prossimo quasi solo virtuali, box come quelli per i vitelli per andare in spiaggia o al ristorante, non una festa di paese, non un concerto, non una fiera… beh, persino un’amante dei posti solitari e del silenzio come me inizia ad avere certi pensieri.

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Prati a Seissogne – St.Marcel (AO)

Anche perché avete un bel dire che la montagna offre più possibilità di isolarsi e stare all’aria aperta, ma… ammesso che riaprano i confini regionali e nazionali, si creerà un affollamento pure lì, sia per chi si spingerà più lontano a piedi, sia per chi raggiungerà solo mete più accessibili. Non riesco ad essere ottimista, su questi aspetti. La gente è più che mai nervosa, irritabile, egoista e prepotente. Altro che appellarsi al rispetto reciproco e alla comprensione! Da una parte ci saranno gli interessi economici, dall’altra i timori di rischi sanitari, dall’altra ancora la voglia di poter dimenticare ciò che attende il “vacanziero in tempi di Covid” al ritorno da quel periodo di svago…

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Capre al pascolo – Nus (AO)

I pensieri si accavallano, qui nella mia bolla. Le capre pascolano inconsapevoli, per loro la stagione è buona, le piogge hanno portato erba e foglie in quantità, fino all’altro giorno non faceva nemmeno troppo caldo e presto verrà il giorno di partire verso l’alpeggio. Piccole certezze e punti fermi in un periodo di grande confusione…

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