La guerra dei poveri

Osservo spesso sui social accesi “dibattiti”, per non dire di peggio, tra persone che hanno idee, punti di vista differenti. Non sto parlando di politica, resto nel mio settore, quindi di tematiche e problematiche inerenti il mondo zootecnico rurale, montano. A me non piacciono le persone che urlano, quindi nemmeno questi scambi scritti in cui ci si insulta anche senza conoscersi.

tou22k
Pascoli di mezza montagna – Verres (AO)

Talvolta si tratta di interlocutori appartenenti a “mondi” differenti, e allora potrei quasi arrivare a capire l’incomunicabilità, la mancanza di qualsiasi argomento in comune, l’incapacità di comprendere le ragioni altrui. Ma ciò che mi ferisce e mi fa pensare non poco sono le parole grosse tra allevatori che si trovano ad affrontare lo stesso problema, anche se in zone o in condizioni differenti. Invece di spiegare o di chiedere informazioni sulle motivazioni, scatta l’insulto.

w9077k
Capre in una battaglia spontanea al pascolo – Nus (AO)

Questa incomunicabilità, o meglio, questa visione chiusa l’ho potuta toccare con mano qualche settimana fa durante una trasferta in Centro Italia, dove ho incontrato persone provenienti da differenti regioni. Queste sono ottime occasioni per scambiare idee e conoscere altre realtà, secondo me. Infatti così è stato, ma mi è anche capitato di sbattere contro alcuni muri. Un esempio? Si parlava di predazioni, e mi è stata chiesta qual è la reale percentuale di attacchi ad opera del lupo e quale da parte dei “branchi di cani randagi.”

4yzmil
Cani randagi nel Centro Italia (foto dal web)

Ho spiegato che dalle mie parti ci possono certamente essere attacchi che non sono attribuibili al lupo, ma branchi di cani randagi non ce ne sono. Può esserci qualche cane vagante, perso o scappato, ci sono cani che hanno un padrone, ma vengono lasciati liberi per un certo periodo del giorno. I miei interlocutori hanno insistito sull’argomento, da loro ci sono questi branchi di randagi, soprattutto intorno alle città, ma anche in campagna, e possono essere pericolosi persino per l’uomo. Io non ho messo in dubbio queste loro affermazioni, perché avrei dovuto? Loro però non hanno creduto alle mie parole sul fatto che, dove vivo io, non ci siano cani randagi.

fqmmew
Capre valdostane in stalla – La Salle (AO)

Se le cose vanno così faccia a faccia, figuriamoci nel mondo virtuale, dove non sempre ci si spiega a dovere o dove le parole vengono facilmente fraintese! Così se a tizio capita qualcosa, ecco che subito dei colleghi commentano bollandolo come incapace di fare il proprio mestiere. Ma perché? Come fate a sapere come sono andate le cose? Perché siete sempre così pronti a giudicare in negativo?

mku3a9
Bancarella di formaggi ad una fiera

Uno mette la foto di un formaggio… e l’altro replica che lui i formaggi così li fa mangiare ai cani. Pubblichi l’immagine della stalla con le capre o le vacche legate e… non l’animalista vegano, ma un altro allevatore dice che dovresti essere denunciato, ecc ecc ecc. Uno consiglia di aggiungere aceto al siero per far la ricotta (inserendo anche una foto della spiegazione di un corso di caseificazione) e si leva un coro contro l’uso del siero o del limone. Perché non usare questo straordinario strumento di comunicazione… per comunicare? Perché non chiedere gentilmente le ragioni di quel che vediamo e non comprendiamo, perché diverso dal nostro modo di lavorare? Si potrebbero imparare cose nuove, migliorarne altre… Se mi venisse chiesto, spiegherei perché DEVO legare le capre in stalla, in quanto il carattere di questa razza e le imponenti corna favorirebbero incidenti, aborti, gerarchie che impedirebbero alle più deboli di alimentarsi adeguatamente, ecc ecc

p5osfx
Animali in pessime condizioni d’igiene e di alimentazione (foto dal web)

Poi sicuramente c’è chi pubblica immagini di situazioni al limite della legalità, del benessere animale e del buonsenso, ma con l’insulto sicuramente non lo aiuteremo a comprendere gli errori, ammesso che voglia farlo. Abbiamo tante razze di animali, abbiamo un territorio vasto e variegato, più siamo piccoli, meno avremo esigenze e metodi standardizzati. Di nemici gli allevatori ne hanno tanti, scontrarsi e litigare sulle piccole cose non è certamente utile.

y3eqxq
Gregge e cane da guardiania – Donnas (AO)

Prendiamo l’argomento cani da guardiania, per esempio. In certe regioni dove lupi e orsi ci sono sempre stati, si è mantenuta una corretta selezione di questi animali. Quante discussioni sull’argomento… ma se si usasse internet per superare quelle barriere (spazio e tempo) che impediscono alla gran parte degli allevatori di incontrarsi? Non insultate i colleghi che cercano di attrezzarsi per difendere i loro animali (magari anche sbagliando), spiegate invece loro come fate voi e perché ritenete sia il metodo migliore. Poi magari scopriremo che ci sono delle differenze, per esempio un’allevatrice del Lazio mi raccontava del gran numero di cani da guardiania che accompagna il loro gregge. “…tanto per nutrirli basta dare loro pane e siero…” Peccato che la stragrande maggioranza delle greggi nel Nord Italia non pratichi la mungitura e la caseificazione! Ma sono tutte cose da raccontare, da ascoltare, per capire meglio e per non insultare come “incapaci” i colleghi.

jduxai
Gregge con cane da guardiania – Pianura pinerolese (TO)

In questi giorni un amico pastore ha pubblicato una sua lunga riflessione sull’argomento lupo, uno dei più spinosi da affrontare. Facile dire “vanno abbattuti tutti” (cosa peraltro irrealizzabile, oltre che assurda), più difficile ragionare su tutte le problematiche che gravitano sulla pastorizia, sull’allevamento medio-piccolo di montagna, lupo compreso. Come temevo, non tutti hanno compreso il suo discorso, banalizzandolo a un pro-lupo/contro-lupo. Fidatevi, c’è sicuramente chi legge tutte queste nostre infinite diatribe sui social e se la ride, perché fin quando ci scanniamo tra di noi, non siamo pericolosi. Se solo ci si unisse per far fronte ai problemi comuni invece di giudicare come lavora tizio, ridere alle spalle di caio, denigrare pincopallino perché è andato a lavorare per altri, insultare xyz perché ha pubblicato un video in cui fa nascere un vitello in un certo modo, allora magari riusciremmo ad ottenere qualcosa. Ottenere di poterci difendere dagli attacchi del lupo, ottenere prezzi più equi per il latte, la carne, la lana, ottenere controlli e garanzie sulle speculazioni in merito ai territori d’alpeggio, sui divieti di transumanza o di pascolo, tanto per fare alcuni esempi.

bxkamn
Giovani allevatori ad una rassegna in Valchiusella (TO)

Con queste riflessioni, che spero condividerete, credo che concluderò i miei post per questo 2019. Provo a sperare che cambi qualcosa per il futuro, ma purtroppo, anno dopo anno, ci ritroviamo sempre a discutere le stesse questioni, una vera e propria guerra fra poveri che non porta a niente se non a ulteriori malumori.

2 Replies to “La guerra dei poveri”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...