Transumanza: tra feste, divieti e necessità

 

Non penso siano rimasti molti animali negli alpeggi, a questa stagione. C’è ancora qualcuno che sta finendo l’erba a mezza quota, approfittando del fatto che le temperature sono relativamente miti e la neve non si è fatta vedere al di sotto di certe altitudini. Gli animali in mungitura sono tutti scesi, ci sono ancora vacche asciutte, qualche gregge di pecore e/o capre.

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Discesa dall’alpeggio a piedi tra Verrayes e Nus (AO)

La transumanza è una tradizione… e una necessità. Si sale a consumare l’erba dei pascoli in quota, si scende quando questa è finita, o per rientrare direttamente in stalla, o per pascolare i prati di fondovalle o pianura accanto a cascine e stalle. Chi fa pascolo vagante invece continuerà a spostare gli animali, giorno dopo giorno, alla perenne ricerca di pascoli. Gli stanziali, terminata l’erba, chiuderanno gli animali e inizieranno ad alimentarli con fieno, cereali, ecc.

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Ogni zona ha le sue transumanze, legate al territorio, al clima. Vi segnalo questo convegno, che si terrà ad Anagni (RM) il 30 novembre – 1 dicembre, a cui parteciperò anch’io, portando un contributo sulle realtà che conosco meglio.

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Festa della transumanza 2019 – Pont Canavese (TO)

Da qualche tempo, per celebrare la transumanza e il ritorno degli allevatori dagli alpeggi, sono nate delle vere e proprie feste della transumanza. Non hanno una valenza storica, sono le fiere ad essere legate al passato, mentre le feste sono state pensate e create soprattutto ad uso turistico… e i turisti sembrano apprezzare! L’importante è capire che questa non è una manifestazione folkloristica fine a sé stessa, ma un momento del lavoro degli allevatori.

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Un gregge scende verso il prato della fiera a Sordevolo (BI)

Le fiere (primaverili e autunnali) sono nate nei paesi allo sbocco delle valli perché era lì che convergevano greggi e mandrie nel momento della salita e della discesa dai pascoli alpini. Si acquistavano attrezzi e viveri, si vendevano prodotti (lana, formaggi, ecc) e animali. Ovviamente oggi molte cose sono cambiate, ma le fiere restano momenti importanti per il mondo agricolo e per i suoi protagonisti.

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Preparativi per la Desnalpà a Settimo Vittone (TO)

Le feste della transumanza possono essere ugualmente importanti perché permettono a pastori e margari di mostrarsi al resto del mondo con orgoglio per il proprio lavoro, esibendo la propria passione ad un pubblico che, sempre meno, comprende questo mestiere. Gli animali vengono curati con attenzione ancora maggiore rispetto al solito, si attaccano i campanacci dal collare decorato, quelli dal suono migliore. In occasione di queste feste, sempre più si è presa l’abitudine di addobbare il capo di vacche e capre con fiori, nastri e composizioni colorate, anche laddove un tempo ciò non veniva fatto.

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Vi è venuta la curiosità? Non siete mai stati a una di queste feste? O ad una fiera? Ve ne segnalo un paio che si terranno nei prossimi giorni. Affrettatevi, perché sono gli ultimi appuntamenti e… ne vale davvero la pena! Una è una festa dedicata alla transumanza (Desnalpà – discesa dall’alpe) a Settimo Vittone (TO), una è una fiera successiva alla discesa, che negli ultimi anni ha scelto di far arrivare gli animali delle aziende locali con una vera e propria sfilata per le vie del paese (Fîra ‘d la Calà) a Bobbio Pellice (TO)… mentre il 2 novembre a Luserna San Giovanni (TO) vi è la principale fiera autunnale a livello zootecnico (e non solo) del Nord Ovest.

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Un gregge scende verso la pianura in Val Chisone (TO)

La transumanza viene celebrata anche altrove, numerose sono le feste in Francia, a Madrid qualche giorno fa c’è stata una vera e propria parata nelle vie del centro della capitale spagnola, con il passaggio di un gregge. E’ dal 1994 che il 20 ottobre si ripete questa manifestazione, una rivendicazione da parte dei pastori del diritto di utilizzare gli itinerari tradizionali per spostarsi dal nord della Spagna verso sud, dove trascorreranno l’inverno. Un tempo il “Camino real” attraversava la campagna, ma oggi passa proprio nel mezzo del centro città. La legge, la 3/95 tutela questa pratica di transumanza dove il passaggio degli animali ha la priorità su quello delle persone.

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Camminare con gli animali è un momento molto amato dai più giovani – Sordevolo (BI)

La transumanza è stata anche candidata come patrimonio dell’Unesco, ma ciò nonostante già solo in Piemonte anche quest’anno si sono segnalati casi di “divieti” o grosse limitazioni al suo svolgimento. Cito due casi, entrambi in provincia di Cuneo. Questa primavera il comune di Crissolo, in alta Valle Po, ha emanato un’ordinanza che vietava il passaggio di mandrie e greggi nel paese nei fine settimana. Il motivo sarebbe stato legato a questioni di igiene, salute pubblica e sicurezza per i cittadini: “La carenza d’organico ci impedisce di provvedere in tempi rapidi alla pulizia e disinfezione delle strade dalle deiezioni animali“. Ma lo sanno, in Comune, che al sabato e domenica è più facile organizzare la transumanza perché amici, conoscenti, parenti possono venire a dare una mano? E i bambini non devono perdere un giorno di scuola? Crissolo è un comune di alta montagna, se qualche turista o villeggiante si lamenta delle deiezioni… torni pure a respirare aria buona e calpestare asfalto in città.

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Articolo apparso su “La Guida” sui fatti di Limone Piemonte – 19/09/19

Sono altre le cose per cui lamentarsi, non le transumanze! E che dire poi di Limone Piemonte in Valle Vermenagna, dove il divieto di transumanza quest’autunno è stato totale? O meglio, non si trattata di un divieto, ma per passare bisognava chiedere l’autorizzazione all’Anas, che l’ha negato… Niente passaggio delle mandrie a piedi, bisognava caricarle sui camion… E poi parliamo di ambiente, diciamo alla gente di andare a piedi, in bicicletta, con i mezzi pubblici, ma nello stesso tempo obblighiamo ad usare i camion per caricare le vacche, invece di farle scendere a piedi con la colonna sonora dei campanacci a risuonare per la valle?

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Discesa a piedi dall’alpeggio Veplace a Nus (AO)

Scendere a piedi ha tanti significati. Concretamente parlando, è un vantaggio economico (i camion costano, il loro impiego incide non poco sui bilanci aziendali), anche se spostarsi a piedi con il bestiame può essere faticoso, difficile, complicato. Talvolta è davvero impossibile per le distanze e per l’impossibilità di trovare luoghi dove fare tappa. Però c’è un risvolto emotivo non indifferente: per l’allevatore, scendere con la mandria o il gregge, attraversando i paesi della valle, è una soddisfazione. Lo fai a testa alta, con orgoglio, perché mostri alla gente i frutti del tuo lavoro, i tuoi animali che scendono belli, grassi, in piena forma, dopo la stagione trascorsa in montagna. Le persone escono dalle case, c’è chi ti saluta, chi viene ad offrire un bicchiere. Un tempo era così, oggi queste scene le vedi meno frequentemente, purtroppo oggi rischi anche di incontrare chi ti insulta, chi si lamenta, chi chiama i vigili o i Carabinieri…

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Un gregge arriva a Pont Canavese dopo essere partito al mattino presto dalla Val Soana (TO)

E allora, per non disturbare troppo, magari scendi di notte… e trovi comunque chi trova questo fatto “grave”. Per me è grave che ci siano persone che non tollerano la transumanza, per me è grave il fatto che questa tradizione rischi di scomparire in nome di una civiltà che ha sempre fretta, che ha più timore delle deiezioni animali che non dell’inquinamento e del consumo di carburante. Vi assicuro che tutti gli allevatori vorrebbero fare transumanze senza incontrare auto, camion, pullman sul loro cammino, ma purtroppo è impossibile. Rispetto reciproco, tolleranza e… godiamoci il momento, se incontriamo una transumanza. Potrebbe essere l’ultima che vediamo, se si continua così…

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Anche di transumanze si parlerà a Carcoforo (VC) questo sabato, 26 ottobre. L’evento si intitola per l’appunto “Giovani in transumanza”. Presenterò il mio libro e, nel corso della serata, ci sarà musica e una proiezione di immagini a tema. Vi aspetto, per confrontarci direttamente su queste tematiche.

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