Il patrimonio dei muretti a secco

Si è molto parlato, in questi giorni, di muretti a secco, dopo il riconoscimento attribuito dall’UNESCO il 28 novembre scorso. Ma innanzitutto… che cosa è diventato patrimonio dell’umanità?

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I vigneti del Ramié a picco su Pomaretto – Val Germanasca (TO)

A leggere i titoli, sembrava si trattasse dei muretti a secco, ma in realtà si parla dell’ARTE dei muretti a secco, il “dry stone walling“. Ed è davvero arte, un’arte povera, poverissima, che racconta di convivenza dell’uomo con territori aspri, avari, difficili. I muretti a secco sono la base del territorio collinare e montano italiano. Sono stati il faticoso mezzo per poter sopravvivere laddove le pendenze naturali non avrebbero consentito le coltivazioni.

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Muretti a secco recuperati per ospitare nuove vigne – Pomaretto, Val Germanasca (TO)

I muretti hanno permesso di ricavare dei terrazzamenti su cui collocare viti, ulivi, castagni, campi di segale e patate, orti, ma anche meli, peri… Quella che un tempo era sopravvivenza, oggi è diventata in alcuni casi “agricoltura eroica”, “paesaggio” o anche “abbandono”.

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Tra i vigneti di Carema (TO)

Se ci sono chilometri e chilometri di muretti a secco celebri, frequentati da turisti che percorrono itinerari a piedi tra vigneti o uliveti, camminando tra muretti antichi o recuperati, ce ne sono secondo me estensioni ancora maggiori totalmente dimenticate, abbandonate, prossime al crollo o già franate, in aree dove nessuno si sente così eroe da ritornare.

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Muretti a secco abbandonati tra i boschi – Nus (AO)

I muretti a secco erano e sono fondamentali per mantenere un territorio difficile di per sé, ancora più a rischio quando all’abbandono si sommano precipitazioni di forza e intensità anomala. Bene tutelarli, ottimo tutelarli! Ma… adesso che l’UNESCO tutela l’arte del farli, cosa succederà? Questa è la domanda che mi sono posta… perché questi riconoscimenti stanno aumentando e prendono in considerazione generi molto vari. Tanto per dire, accanto all’arte dei muretti a secco, è stata riconosciuta patrimonio dell’umanità tra le altre cose anche la musica reggae. Giustamente, per carità! Ma qualunque arte allora è da tutelare… Questa la lista dei patrimoni immateriali in Italia.

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Transumanza in Val Chisone (TO)

Si è proposta anche la transumanza a diventare patrimonio UNESCO. E sono la prima a sperare che venga accettata. Però mi domando se tutte queste forme di tutela portino poi a qualche risultato concreto. Per esempio, nel caso in cui la candidatura della transumanza sia approvata, cosa cambierà quando un Comune porrà il veto al transito di un gregge nel suo territorio? Ci si potrà opporre in nome dell’UNESCO?

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Paesaggio ligure con evidenti terrazzamenti

Cosa accadrà adesso con i muretti a secco? Mi auguro che, dato che si tratta dell’arte, vengano dati dei fondi per tenere dei corsi dove si insegnerà a “restaurare” un muretto a secco o a costruirne uno partendo da zero. Questo è fondamentale, perché se si perde questa conoscenza, non c’è alcuna speranza per i muretti esistenti. …ma qualcuno già drizzava le orecchie per sapere se verranno erogati dei finanziamenti a chi li ristrutturerà.

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Muretti in media montagna, oggi prato pascoli, un tempo probabilmente campi coltivati – Angrogna (TO)

Io non darei dei soldi, sappiamo bene che con il denaro spesso non si ottengono i risultati sperati. Va bene finanziare corsi, va bene non tassare i terreni dove i muretti vengono ripristinati, va bene dirottare i finanziamenti di modo che il proprietario del terreni su cui vi sono i suddetti muretti non debba pagare eventuali perizie, oneri burocratici ecc. ecc

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Dettaglio di muretto a secco – Nus (AO)

Ho provato ad informarmi su come bisogna procedere in caso si voglia recuperare un muretto a secco su un proprio terreno, ma cercando in rete non ho avuto risposte chiare. Meglio andare in un ufficio tecnico comunale, per sapere se basta una Dichiarazione di inizio lavori, o una comunicazione di manutenzione ordinaria. Oppure rientrano nei beni paesaggistici sottoposti a tutela?

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Muretti abbandonati tra i boschi di castagni – Petit Fenis, Nus (AO)

Io intanto ogni giorno vado al pascolo tra questi muretti, e per me è inevitabile soffermarmi a pensare quanta fatica sia costata costruirli. Ve ne sono ovunque, a sorreggere terrazzamenti, a incanalare l’acqua in ruscelli fondamentali per portare l’acqua sui versanti aridi. La maggior parte sono abbandonati, avvolti dai rovi, non si capisce se siano i muretti a sostenere alberi… o radici contorte a far parte dei muretti.

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Il villaggio diroccato di Barmes circondato da terrazzamenti abbandonati – Saint Denis (AO)

E che dire poi dell’arte di costruire case in montagna? Quei muri spesso tenuti insieme da un po’ di fango e sabbia. Anche quello è un patrimonio che sta andando perduto…

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