Vento d’inverno

Soffia, soffia ancora… Ha iniziato ieri, nel primo pomeriggio. Era da un po’ che non si faceva sentire, il vento. E poi è arrivato, quello che in certe valli, come questa, soffia per giorni.

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Pascolo sotto i castagni – Petit Fenis, Nus (AO)

Ho subito pensato che si trattasse del vento che portava l’inverno. Al mattino il cielo era velato, ma non faceva particolarmente freddo. Fino a ieri, molti alberi avevano ancora le foglie sui rami, nonostante il calendario dicesse che ormai siamo alla fine di novembre.

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Nel bosco – Petit Fenis, Nus (AO)

Però poi, nel pomeriggio, quando il vento non era ancora fortissimo, le foglie hanno iniziato a danzare nell’aria. Prima solo alcune, poi delle vere e proprie nuvole di foglie. E’ stato soprattutto quello a farmi pensare all’inverno, stagione di rami spogli che si protendono verso il cielo.

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Pascolo mattutino – Petit Fenis, Nus (AO)

Stamattina il vento era ancora più forte. Non gelido, ma continuo. Solo le querce e le roverelle avevano ancora le loro foglie, ma queste piante le perderanno in primavera, quando le gemme stanno per dischiudersi.

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Cercando ghiande – Petit Fenis, Nus (AO)

Gli animali sembravano non badare al vento, cercavano per terra ghiande e castagne, mangiando anche, di tanto in tanto, qualche foglia più fresca e asciutta, appena caduta, depositatasi sopra alle altre.

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Giornata ventosa – Petit Fenis, Nus (AO)

Anche i prati circondati dal bosco erano ricoperti delle foglie strappate dal vento e l’erba, ricresciuta nei giorni precedenti grazie alle abbondanti piogge, sembrava esser stata calpestata nella notte da centinaia di piccoli animali. Era stato il vento, il vento che si infilava nei polsini e nei colletti, il vento che scuoteva e percuoteva tutto…

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Tramonto verso l’alta valle – Petit Fenis, Nus (AO)

…e il vento ha continuato a soffiare tutto il pomeriggio, fino al tramonto e ancora anche dopo… Io ho salutato l’autunno, quassù è facile pensare che stia per arrivare l’inverno. La neve l’abbiamo già vista, ma è stata un’apparizione di breve durata. Adesso potrebbe arrivare quella vera. Lo scorso anno era l’8 dicembre quando ne era arrivata più di un metro. Chissà come sarà questo inverno?

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Stare al pascolo

Una classica domanda di chi non conosce la pastorizia è: “Ma non è noioso stare al pascolo?“. Ogni pastore ha una sua risposta. C’è chi dirà che in quei momenti guarda gli animali, li osserva, apprezza la loro bellezza o individua quelli che hanno dei problemi e, eventualmente, interviene. Può trattarsi di un’unghia da tagliare, un’infezione da medicare, un ascesso da pulire e disinfettare.

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Sfumature d’autunno – Petit Fenis, Nus (AO)

C’è chi osserva il panorama, chi pensa. C’è chi telefona, chi scatta fotografie con il cellulare. Raramente si soffre la solitudine: anzi, questa è una condizione che molti amano, uno degli aspetti di questo mestiere che si apprezzano particolarmente.

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Sole caldo d’autunno – Petit Fenis, Nus (AO)

L’altro giorno splendeva il sole dopo settimane di pioggia, nebbia, nuvole. I colori erano quelli brillanti dell’autunno, un autunno lungo, con le foglie che ancora indugiavano sugli alberi, nonostante il vento e i temporali fuori stagione. Ci si godeva il sole ancora caldo e questo tripudio di giallo, arancione, rosso e marrone.

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Al pascolo mentre scende la prima neve della stagione – Petit Fenis, Nus (AO)

Poi è arrivata la neve, una leggera spruzzata, accompagnata da aria invernale. Le foglie cadevano insieme ai fiocchi impalpabili, i colori venivano mascherati da un leggerissimo velo bianco. Stare al pascolo aveva il suo fascino, a patto di esser ben equipaggiati contro il freddo.

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Pascolo in una giornata nebbiosa – Petit Fenis, Nus (AO)

Ma non era male nemmeno la nebbia dei giorni scorsi. Allora bastava avere una maglia in più, un berretto, delle calze più spesse. I momenti al pascolo sono i migliori della giornata. Quelli in cui capita di riuscire a dimenticare tutto il resto. Io al pascolo non mi annoio. Guardo le capre, cerco di cogliere l’attimo giusto per qualche foto, leggo o scrivo quando le capre mangiano tranquille e non c’è da fare attenzione perché non ci sono strade, orti, frutteti, prati confinanti.

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Panorami osservati mentre si pascola – Petit Fenis, Nus (AO)

Sarebbe bello poter vivere così, totalmente immersi nella natura, godere del cambiamento delle stagioni e del contatto con gli animali, ma è un sogno, un’utopia. La realtà è che questi sono momenti strappati al resto della routine quotidiana. Non si vive pascolando un piccolo gregge di capre… Ricordo degli amici che mi raccontavano di come, tra marito e moglie, si contendessero i turni al pascolo. Perché quello era il relax rispetto al dover scendere in fondovalle per sbrigare le pratiche negli uffici, o andare al mercato a vendere i formaggi.

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Pascolo pomeridiano – Petit Fenis, Nus (AO)

Un amico incontrato ad una fiera mi diceva di voler riprendere delle capre. Ne aveva alcune, poi le aveva venduto, stufo di vederle tornare decimate dall’alpeggio per colpa dei lupi. Aveva preso delle pecore, che teneva a casa anche d’estate: “...ma pascolarle non mi dà soddisfazione. Per me è un hobby, una terapia per rilassarmi quando torno dal lavoro. Mi sa che, prima o poi, prendo di nuovo delle capre…

Le mie scuse

Sto trascurando non poco queste pagine. Vi chiedo scusa, ma purtroppo il tempo è sempre poco, le cose da fare molte… non riesco nemmeno a dedicarmi ad un nuovo romanzo di cui ho già scritto l’intera trama, ma chissà quando potrò svilupparla in pagine, capitoli…

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I danni del vento, un dettaglio – Vallone di St.Barthélemy, Nus (AO)

Molti sarebbero i temi da trattare, l’altro giorno ho scattato numerose foto che mettevano in evidenza i danni del vento sui boschi anche in altre aree rispetto a quelle del Nord Est (vedi qui nella provincia di Cuneo, in Valle Pesio). Molto ci sarebbe da parlare di questi fatti, delle conseguenze immediate e di quelle che si protrarranno nel tempo, ma non sono argomenti di cui si può scrivere velocemente in cinque o dieci minuti.

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Autunno nei pressi dell’alpeggio Barbonce – Vallone di St.Barthélemy, Nus (AO)

Quelle volte che ho qualche ora libera, o quando decidiamo di prenderci uno stacco dai lavori quotidiani, si va a fare due passi “un po’ più su”, nelle montagne vicine, ma che comunque richiedono il giusto tempo per essere raggiunte. Se si guardasse tutto ciò che c’è da fare, non ci si muoverebbe mai di casa. Ma la vita è una e non si può/deve sempre solo lavorare.

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Pascolo autunnale – Petit Fenis, Nus (AO)

Per fortuna al momento si può ancora pascolare con le capre: un po’ di foglie dei cespugli, ma soprattutto tante ghiande e castagne. Questi ultimi sono alimenti molto nutrienti, quindi non è necessario stare l’intera giornata al pascolo, ma diverse ore, tra mattino e pomeriggio, già sono dedicate a questa attività.

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Primo piano caprino – Petit Fanis, Nus (AO)

Sarebbe bello riuscire a vivere solo scrivendo libri e pascolando le capre come passatempo… Ma per vivere di libri bisogna venderne centinaia di migliaia di copie, per pagarsi le spese e averne di che campare (agli scrittori, specie a quelli non famosi, da un libro vengono in tasca spesso solo pochi centesimi a copia), quindi purtroppo tocca fare anche altro.

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Aghi di larice e riflessi in una pozzanghera di neve sciolta – Vallone di Saint Barthélemy, Nus (AO)

Così se ti offrono un lavoro lo accetti, anche se il sogno era un altro. Cercherò di continuare a scrivere libri, anche se vedo che è sempre più difficile riuscire a venderli. Continuerò a fare fotografie, di animali, di montagne, di dettagli del mondo che mi circonda. Ma non so quando e se riuscirò ad aggiornare queste pagine. L’altro giorno un amico mi diceva che “storie di pascolo vagante” ha lasciato un gran vuoto. Purtroppo però quel mondo non è più il mio, quindi non avevo più di che scrivere. Il mio mondo oggi è questo, quello della “mezza montagna dell’uomo”, ma vivendola in prima persona… molto spesso manca il tempo per scriverne. Adesso è così, vedremo in futuro se riuscirò ad organizzarmi diversamente. Voi ogni tanto passate per vedere se c’è qualche aggiornamento, ma… leggete anche i miei libri! Grazie…