Cani da guardiania e turisti

In queste ultime settimane quasi non passa giorno senza che mi capiti di leggere on-line qualche polemica sulla questione “cani da guardiania”. Nonostante la loro presenza sia andata sempre più diffondendosi in tutto il Nord Italia, al seguito dell’espansione del territorio dei predatori, molta gente sembra non aver ancora capito a cosa servano e qual è la differenza tra questi e i cani “da pastore”, cioè quelli che affiancano l’allevatore e lo aiutano a gestire e movimentare gli animali (ovicaprini o bovini che siano).

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Il gregge al pascolo – Alpe Sellery inferiore, Val Sangone (TO)

L’altro giorno sono andata in uno di questi punti “caldi”, sapevo che lì c’era un gregge (di capre) sorvegliato dai cani da guardiania… e avevo anche letto numerosi commenti e polemiche sulla loro presenza, dato che la zona è molto frequentata dai turisti. La pista agro-silvo-pastorale infatti passa davanti ad un alpeggio e termina più sopra a un altro alpeggio, ora riconvertito in un rifugio. Salgono quelli che fanno la gita breve per andare al rifugio, sale chi invece si spinge più in alto al colle e/o alle cime sovrastanti.

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Due dei guardiani del gregge – Alpe Sellery, Val Sangone (TO)

Sapendo che ci sono i cani, volendo vedere le capre e avendo anche l’intenzione di salire molto più in alto per osservare da vicino gli stambecchi, ho lasciato il mio cane a casa. Ciò ha già ridotto notevolmente i rischi di incidente con i cani da guardiania. Per chi sta già obiettando che è un suo diritto andare in montagna accompagnato dal proprio cane, come ho già scritto altre volte, esistono parchi naturali dove è vietato introdurre cani, anche al guinzaglio. I cani da guardiania sono strumenti che i pastori hanno DOVUTO adottare per fronteggiare gli attacchi dei predatori, sono uno dei disagi che gli allevatori si accollano per cercare di “convivere” con il lupo. Anche gli altri fruitori della montagna devono accettare di dividere con gli allevatori il prezzo di questa convivenza.

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Gregge di capre e cani da guardiania – Alpe Sellery, Val Sangone (TO)

Il gregge non era sulla strada, siamo andati a cercarlo di proposito per vedere le capre, e i cani ci hanno subito avvistati. Dal momento che ci avvicinavamo alle capre, due di loro ci sono venuti incontro abbaiando: si trattava dei due cani più giovani, il terzo non ha abbandonato la sua posizione davanti al gregge. Siamo stati fermi e i cani si sono limitati ad abbaiare un po’ e ad annusarci, poi sono tornati dalle capre e noi abbiamo ripreso a salire, fino ad arrivare proprio vicino agli animali, che nel frattempo avevano raggiunto la strada.

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Il gregge e i suoi custodi – Alpe Sellery, Val Sangone (TO)

In quel momento è arrivato anche il maschio più vecchio, abbaiando con più convinzione rispetto ai giovani. Tutti e tre i cani sono venuti verso di noi abbaiando (ma senza aggredirci), noi siamo stati fermi e zitti, con le mani abbassate in modo che potessero annusarci, non abbiamo agitato nessun bastone (cosa che molti fanno, pensando erroneamente di difendersi). I giovani hanno smesso di abbaiare, quindi anche l’esemplare adulto si è tranquillizzato (pur rimanendo più sospettoso). Hanno girato intorno a noi annusandoci mani e gambe, quindi hanno ripreso il loro “lavoro” con il gregge.

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I cani da guardiania accompagnano il gregge – Alpe Sellery, Val Sangone (TO)

Per loro non rappresentavamo più un pericolo, si erano tranquillizzati sul nostro conto. Abbiamo comunque evitato di parlare a voce alta, di fare movimenti bruschi o di avvicinarci troppo alle capre… solo che, dopo qualche istante, sono state le capre ad avvicinarsi a noi, inglobandoci nel gregge che si era incamminato lungo la strada.

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In cammino con il gregge, ormai accettati dai cani – Alpe Sellery, Val Sangone (TO)

I cani più giovani tentavano addirittura di socializzare e si sarebbero lasciati accarezzare volentieri, ma ho evitato di farlo, poiché questi sono cani che stanno lavorando e non devono prendere il vizio di abbandonare il gregge per mendicare cibo o carezze dai turisti: cesserebbe il loro scopo di cani da guardiania.

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Il gregge sulla strada che sale all’Alpe Sellery superiore – Val Sangone (TO)

Cani e capre si sono poi fermati nel presso del rifugio, mentre noi abbiamo proseguito… In seguito il gregge è poi salito a pascolare più a monte, lontano da strada e sentiero, sempre scortato dai cani. Al nostro rientro, mi sono complimentata con l’allevatore per il comportamento dei suoi cani. Lui mi ha risposto che molti invece si lamentano: “Alla sera le capre rientrano da sole mentre noi stiamo mungendo le mucche e si fermano qui sopra alla baita. I turisti scendono e dicono che i cani non li lasciano passare… C’è tanta gente che viene su con uno o due cani, è ovvio che i miei reagiscano, è il loro lavoro!“. Il gregge pascola con la sola custodia dei cani tutto il giorno, per poi rientrare a sera per la mungitura. L’allevatore ha anche dei bovini e produce formaggi, quindi personalmente non potrebbe passare la giornata al pascolo. La presenza dei cani è un deterrente efficace contro i predatori (ma negli anni ha comunque avuto ancora qualche perdita, anche se meno gravi che all’inizio quando non aveva i cani da guardiania). Qui l’intervista con Giancarlo, realizzata quando raccoglievo materiale per “Capre 2.0“.

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Femmina di stambecco – Monte Robinet, Val Sangone (TO)
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Capretto di stambecco – Monte Robinet, Val Sangone (TO)

Quando leggerò ancora qualcosa su questi cani, o quando qualcuno mi dirà che è impossibile passare di lì per colpa dei cani di guardiania, avrò la mia esperienza diretta con cui replicare. Tenendo un giusto comportamento, noi non abbiamo avuto problemi di alcun tipo, abbiamo camminato per un tratto con le capre, mentre alcuni dei capretti più socievoli ci mordicchiavano le cinghie dello zaino e i lacci degli scarponi. Per la cronaca, abbiamo anche visto numerosi animali selvatici (camosci e stambecchi): in cima poi c’erano le “solite” femmine di stambecco con i loro capretti di pochi mesi. Sul colle, numerosi escrementi di lupo contenenti ossa e lana di pecora…

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3 Replies to “Cani da guardiania e turisti”

  1. bell’articolo e comportamento impeccabile. Ho avuto modo di fare una camminata in Francia nei giorni scorsi e, durante il tragitto, ho visto un gregge molto lontano da me. Ero con il mio cane, al guinzaglio, e camminavo sul sentiero che mi conduceva lontano dal gregge. Nessun problema quindi. Poi, mi accorgo che una signora mi sta raggiungendo con due cani. La mia cagnolina li vede e risponde al loro abbaiare. Decido di fermarmi e attendere che mi raggiunga o che mi sorpassi. Quando arriva scopro che è la moglie del pastore con i due cani da pastore, non guardiania. Ha in mano un telecomando ed un binocolo. Mi saluta e ci scambiamo due parole per iniziare il discorso. Mi dice che mi ha visto che salivo e che avevo un cane, per cui, per sicurezza, come fa sempre, mi è venuta incontro in modo da evitarmi l’incontro con gli altri due suoi cani che, avendo udito la mia abbaiare, stavano già scendendo. Il telecomando è quello del radiocollare che hanno al collo i due cani e che, in casi eccezionali, servono, tramite una scarica di corrente, a risolvere situazioni pericolose. Tramite questo sa quanti km hanno percorso nella notte e, di conseguenza, se c’è stato disturbo o attacco al gregge. I due cani si avvicinano a tratti e lei mi spiega il perchè del loro comportamento. Stanno cercando di capire se sono una minaccia o meno. Lei li lascia avvicinare fino a 2 o 300 mt, poi interviene gridando “Au troupeau”, al gregge. Mi spiega che, nel caso me li trovassi vicino devo slegare il cane e che loro, una volta assoggettato il cane, si allontanano ma che il discorso cambierebbe se il cane assomigliasse ad un lupo…perciò c’è già differenza tra cane e cane…Il suo cane si ferma e poi arretra un pochino e, dopo un’altro au troupeau, riprende la via e torna al gregge. Parliamo per una buona mezz’ora dei problemi del loro mestiere ed io le dico che non mi era mai capitato di essere “aiutato” da un pastore e che, anzi, dalle mie parti, di pastori se ne vedono ben pochi…e che i cani sono lasciati li per giorni, da soli a sorvegliare il gregge. Lei non si stupisce affatto, e mi dice che è così anche in francia ma che loro,siccome si tratta di un lavoro, agiscono come dei lavoratori. Il loro compito è prendersi cura delle greggi, seguendo gli animali continuamente, dei loro cani, vigilando sul loro operato e facendogli osservare un riposo adeguato, motivo per il quale, ad una certa ora, salgono a prenderli per portarli in baita, dargli da mangiare e verificare che riposino. E poi viene il controllo sui turisti, affinchè non subiscano danni, o che, come sovente accade, non ne procurino…mi chiede poi dove stessi andando. Le rispondo che vado fino al colle e, poco dopo, ritorno per lo stesso sentiero. Mi dice di stare tranquillo che, al mio ritorno, ci sarà suo marito a tenere a bada i cani. Sono incredulo ma, appena inizio a scendere dal colle, vedo il pastore, a cavallo e con i due cani pastori, che si avvia verso il gregge. una volta raggiunto ordina ai due cani di spingere in su le pecore e mette al guinzaglio i due da guardiania. Il cavallo rientra a casa da solo e lui, dopo avermi salutato da lontano, mi indica di proseguire tranquillo…non credo di aver mai incontrato due pastori così gentili e professionali come quelli…l’anno prossimo salirò con qualche bottiglia di vino nello zaino a ringraziarli e a fare due chiacchiere con due persone speciali…ce ne fossero tante così…si potrebbe vivere la montagna diversamente…

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    1. grazie per la bella testimonianza. sono stata in Francia a luglio e mi è capitato spesso di parlare di lupo con gestori e clienti dei B&B dove abbiamo pernottato. tutti erano terrorizzati dalla presenza dei cani da guardiania, i gestori dicevano di fare molta attenzione e parlavano di vari incidenti capitati ad escursionisti. in Piemonte, con le pecore, il pastore c’è quasi sempre, solo che molte volte magari l’escursionista non lo vede nemmeno, dato che i cani da guardiania sono posizionati altrove rispetto all’uomo. mi incuriosisce questa cosa dei collari, non so se da noi sia legale usare quelli con la scossa elettrica… devo informarmi

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