Lavoro in alpeggio

Quando c’era il vecchio blog, avevo iniziato a ricevere un numero sempre crescente di e-mail da parte di persone che volevano andare a lavorare in alpeggio, per fare un’esperienza, per un breve periodo estivo, per imparare un mestiere, per cambiare vita e abbandonare la città… Avevo quindi aperto un’apposita pagina dove, via via, inserivo i messaggi. Pian piano poi sono arrivati anche quelli di Italiani e stranieri già pratici del mestiere, che cercavano lavoro. Le aziende che invece avevano bisogno di manodopera tendenzialmente non scrivevano, al massimo consultavano l’elenco di annunci.

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Pastore in alpeggio in Valsavarenche (AO)

Poi quest’anno all’improvviso è cambiato qualcosa. Anche se il blog è chiuso, le pagine degli annunci restano attive (per pubblicare qualcosa, basta mandarmi un’e-mail e io provvedo ad inserire il testo) e, a quanto pare, sono molto consultate. Quest’anno sono aumentati gli annunci da parte di aziende. Aprendo la pagina non ne troverete più tantissimi, perché molti mi hanno scritto dopo aver trovato la persona che cercavano, chiedendo di rimuovere l’inserzione. Però credo ci sia da fare qualche riflessione su questo fenomeno.

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Momenti di lavoro in alpeggio – Val Chisone (TO)

Da una parte c’è forse una crisi nei “canali tradizionali”? Quelli attraverso i quali si trovavano normalmente gli operai? Oppure c’è maggior fiducia per il mezzo virtuale, dopo che qualche collega ha riferito di aver trovato in questo modo gli aiutanti giusti? Quello che so è che molti, quest’anno, si sono lamentati per le grandi difficoltà nel trovare personale per l’imminente stagione d’alpe: sia operai più specializzati, in grado di mungere e/o caseificare, sia pastori.

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Alpeggio nel Vallone di Saint Marcel (AO)

C’è chi si è trovato senza operai quando ormai era ora di salire in alpeggio e chi li ha “persi” strada facendo, rimanendo in difficoltà ora, nel cuore dell’estate. Oltre alle singole vicende che mi sono state raccontate da amici, l’elemento comune di molte storie è stato il contatto con qualcuno che cerca lavoro… ma che poi non si presenta all’appuntamento! Perché? Perché dirsi interessati e poi non rispondere più nemmeno al telefono?

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Alpeggio in alta quota – Valtournenche (AO)

Chi già ha esperienza, sa a cosa può andare incontro, chi invece è semplicemente affascinato dall’idea dell’alpeggio, del lavoro in montagna, a volte si scontra con una realtà diversa da quella attesa. Un discorso molto lungo potrebbe essere fatto sullo stipendio dei pastori (anni fa qualcosa lo avevo scritto qui): in Italia raramente le cifre sono elevate, sicuramente non comparabili con quelle percepite oltreconfine (Francia, Svizzera). L’importante è che i patti siano chiari fin dal principio, pare superfluo invitare alla correttezza da ambo le parti (anche se, ahimè, so bene che non sempre le cose vanno così).

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Vita d’alpeggio a Bonalé – La Salle (AO)

Il lavoro in alpeggio non è facile, a volte le condizioni di vita sono molto spartane (per gli operai come per i datori di lavoro), non si può pensare di fare le otto ore e i giorni festivi. Ma questo dovrebbe essere scontato per chi sceglie questa strada: se vuoi le ferie e la domenica libera, non vai a lavorare con gli animali. La stagione d’alpe dura da maggio-giugno a settembre-ottobre, per quei mesi si richiede impegno esclusivo, totale condivisione di compiti e orari. Qualcuno forse obietterà che non sia “legale” tutto questo: io non conosco le normative in materia, ma credo che nessuno venga obbligato a fare questo mestiere: una volta definita la paga e le condizioni di vita/lavoro in quel periodo, se hai preso l’impegno, dovresti portarlo a termine. Mi auguro che coloro che mi hanno chiesto di togliere l’annuncio abbiano effettivamente trovato dei validi collaboratori che li accompagneranno fino alla fine dell’estate e magari anche oltre…

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7 Replies to “Lavoro in alpeggio”

  1. Io quest’anno sono rimasto solo. Ho preso però ben 5 “pacchi”! Comunque è una cosa generalizzata almeno per quanto riguarda il personale alle prime esperienze che è quello che inserisco io, perché riesco a fare degli scambi aiuto qualche ora al giorno vs vitto, alloggio, formazione. Alcuni anni fa c’era molto più interesse a fare un’esperienza in agricoltura e/o ad indagare se fosse una prospettiva fattibile per farne una professione. Parecchi amici iscritti al Wwoof mi segnalano che quest’anno non hanno praticamente ospitato nessun volontario alla pari. Probabilmente siamo nuovamente fuori moda.
    Non so come sia con gli operai specializzati ma a naso, siccome mi ero informato sugli oneri del caso, direi che in Italia i margini sono bassi per le aziende e di conseguenza anche le paghe degli operai. E comunque anche volendo assumere un avventizio (stagionale) in regola, i costi sono intorno ai 12 euro ora più tutti i corsi obbligatori e adempimenti vari (sicurezza, pronto soccorso, antincendio, visita medica e dvd): per cui vai a spendere 1000 euro appena mette piede un operaio in azienda. E’ difficile che ce lo si possa permettere e secondo me, se si prende qualcuno, sicuramente non si contano tutte le ore e non si da il riposo domenicale teoricamente previsto da tutte le norme del caso. 12 euro ora per 13 ore al giorno 7 giorni su 7 fa 4836 euro lordi al mese. Non ci credo che qualcuno paghi queste cifre. Ma neanche solo 8 ore al giorno 7 su 7, che fanno 2976. In agricoltura sono cifre fuori dal mondo.

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  2. Quello che voglio dire in sintesi è che, visti i margini inconsistenti delle aziende, tra i due estremi della piaga del caporalato da una parte e di contro del pieno rispetto delle regole, nel mondo del lavoro salariato in agricoltura abbiamo un enorme massa di aziende – ritengo – che si muove in una vasta zona “grigia” tra le due. A quale estremo ci si avvicini di più, può dipendere da caso a caso da molti fattori: dai margini aziendali all’onestà del titolare ad altri ancora. Ma certo è che, specialmente in quelle aziende che si ostinano ad operare in modo tradizionale (alpeggio, pascolo e tutte le ottime pratiche annesse) e non agroindustriale, i costi del pieno rispetto delle regole sono insostenibili, perché un conto è tenere 1000 vacche in stalla ed entrare dentro a dar mangiare coi carri; un altro conto è spostarle per le montagne. Così quello che, a norma di legge può apparire a chi viene da fuori settore uno “sfruttamento”, è l’ultimo estremo tentativo di proteggere il proprio diritto ad esistere.
    Queste sono le conseguenze di una filiera che ha compresso tantissimo il valore del prodotto agricolo e in cui il primo colpevole è il consumatore, che accetta di cibarsi di qualunque cosa gli venga propinata dalla GDO. La GDO rappresenta l’ideale dell’approvvigionamento comodo del cibo (in un colpo trovo tutto quello che mi serve) lato consumatore; ma lato produttore rappresenta un interlocutore dal potere spropositato che più o meno semplicemente “decide il prezzo che vuole pagare”; tale prezzo diviene poi la pietra di paragone del valore del tal prodotto e spesso il punto di partenza per nuove pressioni al ribasso; per cui beni che in comune hanno solo il nome (un formaggio realmente d’alpeggio non è come uno industriale, è proprio differente sotto ogni aspetto, persino nei nutrienti che contiene) sono pretesi a prezzi simili da una clientela sempre meno abituata a comprendere le differenze, ma sempre più disposta a bersi qualunque menzogna sulla qualità e sulla genuinità. Notevole in tal senso è che parte della grande distribuzione abbia tentato da qualche tempo di intercettare essa stessa la domanda di qualità, inaugurando punti vendita o reparti appositi riservati al “meglio” delle produzioni, quando in effetti che le produzioni top di gamma si possano acquistare presso la GDO è un paradosso grottesco.
    Per quanto mi riguarda, escludendo per principio l’elusione delle regole – pur assurde – come anche il loro rispetto solo parziale, ho deciso di non avere alcun collaboratore, al massimo qualche volontario alla pari se capita. Finché ce la faccio bene, poi si chiude.

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  3. Salve sono disposto ad un lavoro in Alpeggio senza orari o giorni di festa. Ho 45 anni non bevo non fumo e amo gli animali e la natura. Chiedo vitto e alloggio più paga da concordare. Un unica cosa ho un border collie che vive con me. Aspetto un vostro contatto. Credetemi non ve ne pentirete.

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      1. il mio recapito micheletafuri1@gmail. com 3668708371 Salve cerco lavoro in alta montagna con tutti gli Animali. Ho 47 anni sono italiano, non bevo non fumo e non guardo orari o giorni di festa. Cerco vitto e alloggio e compenso da concordare. Grazie

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