Passione per la lana

Manca ancora l’ultima tappa della mia trasferta. Sono anche stata in Lessinia, ma di quello vi parlerò in seguito, dedicando un post ad un argomento scottante… Volevo invece raccontarvi qualcosa di più tranquillo e rilassante, così vi spiego cos’è stata la Via della Lana.

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La Via della Lana – Follina (TV)

Già anni fa ero stata invitata a questa manifestazione, ma erano tempi in cui il pascolo vagante mi impegnava in prima persona, quindi avevo dovuto rifiutare, temendo che la data coincidesse con la transumanza verso l’alpeggio. Quest’anno invece sono riuscita ad organizzarmi e così eccomi arrivare a Follina, in provincia di Treviso.

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Abbazia di Santa Maria – Follina (TV)

Il paese oggi è famoso soprattutto per la meravigliosa Abbazia, un vero gioiellino storico e architettonico. Follina rientra nei borghi più belli d’Italia soprattutto grazie a questo monumento.

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Follina (TV)

Facendo due passi nella zona centrale più antica, si nota soprattutto la presenza dell’acqua, ma anche quelle di molti (ex) lanifici. Quello dove si tiene la manifestazione invece è ancora attivo e lo scoprirò durante la visita guidata della domenica mattina. Il nome Follina pare derivi dalla “follatura”, uno dei passaggi della lavorazione dei tessuti in lana.

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Coperte di lana di pecora alpagota – Lanificio Paoletti, Follina (TV)

Il sabato, dopo la conferenza iniziale, dove si è parlato soprattutto (ovviamente) di lana, c’era modo di visitare alcuni spazi della fabbrica, compresa una stanza dove si potevano comprare gli scampoli più disparati, ma anche morbidissime e caldissime coperte e sciarpe. La situazione “lana”, come ben sanno gli addetti ai lavori, non è buona. I pastori faticano nuovamente a smaltirla (spesso senza nemmeno prendere un soldo), uno stabilimento che si occupava del lavaggio di molta lana nel Nord Italia (in provincia di Bergamo) è sull’orlo del fallimento, il consumatore ne usa poca… Insomma, che futuro c’è? Ci sono piccole iniziative locali di recupero, magari legate ad una razza di pecora o a una valle, ma sono marginali rispetto alla produzione globale. A Biella la lana la raccolgono, la scelgono e la vendono all’asta, consegnando al pastore una “pagella” su quello che ha conferito, ovviamente pagandogliela di conseguenza.

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Il becco castrato “tira” il gregge – Follina (TV)

La domenica sono arrivate le pecore, quelle del gregge vagante di Caterina e Sergio, che d’estate salgono in Valcellina, in Friuli Venezia Giulia. Dall’Alpago arrivava un altro gruppetto di animali, che è stato protagonista della tosatura.

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Tosatura di pecora alpagota – Follina (TV)

E’ infatti stato mostrato al pubblico come vengono tosate le pecore. Il tosatore non aveva ancora avviata la macchinetta che… già una signora del pubblico aveva esclamato: “Poverine!“. Caterina mi ha preceduta nella replica: “Signora… ma lei perché oggi che fa caldo non ha il cappotto addosso? Pensa che starebbero bene d’estate con tutta la lana addosso?

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Il sig. Paoletti con la pastora Caterina – Follina (TV)

L’animatore/ideatore/motore di tutta la manifestazione è stato soprattutto il sig. Paoletti, titolare del lanificio. Le persone impegnate nella buona riuscita de “La Via della Lana” sono state molte, ma senza la passione e la dedizione della famiglia Paoletti sicuramente queste giornate non sarebbero state così coinvolgenti ed emozionanti.

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Dalla balla di lana al filo – Follina (TV)

Personalmente devo dire che il momento che in assoluto ho apprezzato maggiormente è stata la visita completa al lanificio. Nel mio caso, la guida è stata il sig. Paoletti in persona. In questi anni vi ho parlato molte volte di passione riferendomi agli allevatori: bene, qui c’era passione allo stesso modo, la passione per la lana, per questa materia prima che qui viene ancora lavorata valorizzandola al meglio, rispettandola, con piena consapevolezza di tutto quello che c’è dietro a quel materiale che arriva in grosse balle compresse.

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Varie fasi della lavorazione della lana nel Lanificio Paoletti – Follina (TV)

Oggi il lanificio impiega solo più una trentina di persone, produce soprattutto filati per designer e grandi aziende della moda, firme importanti “…che però tirano sul centesimo nel pagare il prodotto. Un vestito che nelle boutique viene venduto a 700 euro avrà 25 euro di costo di tessuto!“. E’ stato estremamente affascinante vedere la lana passare di macchina in macchina e trasformarsi, fino ad avere il tessuto finale. Alcuni macchinari ancora in uso risalgono addirittura agli anni Cinquanta: “E’ quello per fare il tweed, ha tutte le trasmissioni a cinghie. Non lo cambiamo perché è ancora quello che ci permette di avere il prodotto migliore. Ma se si rompe qualcosa bisogna ripararlo, ovviamente non si trovano più i pezzi di ricambio.” In altri macchinari invece è subentrata la tecnologia, i computer. Il signor Paoletti racconta, spiega, mostra al gruppo ogni passaggio e si vede che ama il suo lavoro, quello che fa, fin nei dettagli. Anche nel caso di questo mestiere, se non ci fosse la passione probabilmente la famiglia avrebbe smesso, poiché molte cose, queste giornate in primo luogo, non verrebbero più fatte, dedicandoci così tanto tempo e impegno.

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Col-lana – Follina (TV)

La manifestazione prevedeva anche esposizioni di artigiani, molti dei quali usavano la lana come componente principale dei loro manufatti. Vi erano inoltre laboratori dedicati ai bambini, dove si imparava a fare il feltro, e molto altro ancora.

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La sala delle proiezioni – Follina (TV)

Io ero stata invitata non solo per parlare di pastorizia, ma soprattutto per portare il film “Tutti i giorni è lunedì”, realizzato qualche anno fa con il progetto Propast. Nel video si vedono 5 famiglie di pastori piemontesi, ciascuna con un’impostazione lavorativa differente, a mostrare come oggi non ci sia IL pastore, ma tanti pastori con le loro famiglie, le loro storie.

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Colline del Prosecco – Rolle (TV)

Sono poi ripartita da Follina attraversando le colline del Prosecco. Ho anche sentito parlare tanto di questi vigneti, nei giorni che sono stata là. Vigneti che un tempo appartenevano solo esclusivamente alle colline, mentre oggi hanno colonizzato tutto, anche aree non esattamente vocate a questo genere di coltivazione. L’estensione e l’espansione dei vigneti rappresenta anche un problema per i pastori transumanti… una delle tante difficoltà per il pascolo vagante. Permettetemi di chiudere ringraziando ancora sentitamente tutte le persone che mi hanno accolta e che ho incontrato nelle giornate passate a Follina. Complimenti davvero per la bellissima manifestazione e… al prossimo anno!

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