Disinformazione sul pascolo vagante

Ieri sera, nella nota trasmissione “Striscia la Notizia”, è andato in onda l’ennesimo servizio dove si punta il dito contro gli allevatori, nello specifico i pastori vaganti, “colpevoli” di tenere le pecore all’aperto d’inverno. Molte volte in quel programma sono state “denunciate” situazioni davvero insostenibili, ma molte altre invece ci si è affidati alle parole di sedicenti animalisti, poco informati sull’etologia e sulle necessità degli animali. Ahimè troppo spesso si tende ad umanizzare gli animali: io ho freddo e starei volentieri in casa? Sicuramente anche gli animali hanno le mie stesse esigenze.

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Alice e Fabio, pastori vaganti del Nord-Est (foto A.Masiero)

Ma poi, anche su questo punto… parliamone! Scommetto che si sono presi meno l’influenza i pastori che seguono tutto l’anno le pecore, come Alice e Fabio e centinaia di altri, proprietari del gregge o operai, che dormono in roulotte dove… già, c’è solo una lampadina! Ma dopo una giornata intera al pascolo, cosa si pensa che facciano i pastori, la sera? Si mangia e si va a letto, si spegne la luce… Ma andiamo con ordine. Tanto per cominciare, come vedete, le foto di questo post non sono mie, le ho prese dalle bacheche dei miei amici su Facebook, che nei mesi e settimane scorse hanno postato decine di immagini riguardanti il loro lavoro di pastori vaganti alle prese con l’inverno. Giusto per testimoniare come ovunque si pratichi questa forma di pastorizia, autorizzata dalla legge.

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Gregge al pascolo in una giornata invernale (foto A.Masiero)

Sarebbe bello che, per realizzare un servizio, un articolo, un qualsiasi pezzo di “informazione”, valesse ancora l’antica usanza di documentarsi a dovere. Mentre il sig. Stoppa demonizzava il pastore che tiene il gregge all’aperto nella neve, ecco che, in occasione dell’otto marzo, la testata regionale veneta della Rai dedica questo servizio ad Alice Masiero, pastora vagante padovana, che pratica questa vita 365 giorni all’anno. Non basta un servizio a livello regionale per controbilanciare la disinformazione di Striscia. “Pascolare in luoghi dove ci sia un riparo”, viene detto nel video. Cosa vorrebbe dire?? O gli animali stanno in stalla… o al pascolo!

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Pascolo vagante in Svizzera (foto Max le berger)

L’importante, estate o inverno che sia, è che gli animali abbiano la pancia piena. Non pensiate che il “problema” degli animalisti sia una prerogativa italiana. Sulla pagina facebook “wanderschäfer”, dedicata ai pastori vaganti di lingua tedesca (dato che questo mestiere tradizionale è ben presente e praticato anche in Svizzera, Germania e altri stati europei), ho trovato un articolo scritto apposta per rispondere alla domanda: “Ma le pecore non congelano in inverno?”

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Pascolo vagante nella Svizzera interna (foto Max le berger)

Nei prossimi giorni farà molto freddo e mi è stato chiesto più e più volte, se le pecore non congelano a temperature estreme. Naturalmente, non posso rispondere per ogni pecora, ma la natura ha preparato le pecore alle temperature sotto zero. Per prima cosa, ovviamente c’è la lana. Di solito, le pecore vengono tosate in primavera o all’inizio dell’estate e, durante l’inverno, si è formato di nuovo un manto spesso e folto. Non appena il clima si raffredda, la crescita della lana viene ulteriormente stimolata.” Così spiega il pastore vagante.

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Pascolo vagante in Svizzera (foto D.Bertino)

Ma il vero segreto delle pecore è il loro rumine. Qui avviene una digestione ad opera dei batteri. (…) Durante questi processi di conversione si genera calore. Una pecora si porta dietro, per così dire, una piccola centrale elettrica! Per noi pastori è importante mantenere la centrale elettrica in funzione. (…) La cosa migliore è dare sempre fibra grezza abbondante. (…) Se le pecore sono belle e rotonde di sera, i batteri avranno abbastanza materiale per far funzionare il “forno” durante la notte.
La lana inoltre ripara dal freddo esterno e mantiene il calore interno delle pecore (…). Gli agnelli, che hanno ancora poca lana, usano il calore “di scarto” delle loro madri, zie e nonne e, con le basse temperature, dormono sulla pancia degli animali più anziani.

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Foraggiamento con fieno di pecore allevate all’aperto nel nord dell’Inghilterra (foto J.Rebanks)

Penso che questa spiegazione data dal pastore vagante Sven de Vries (qui l’intero articolo) non abbia bisogno di ulteriori commenti. Volevo però ancora mostrarvi alcune foto di James Rebanks, l’autore del meraviglioso libro “La vita del pastore”, che avevo recensito qui. Non si tratta di pascolo vagante, ma di animali allevati così da sempre, all’aperto anche durante il rigido inverno del Lake District.

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Si mangia il fieno in attesa della primavera (foto J.Rebanks)

Quando c’è tanta neve e non riescono più a trovare di che sfamarsi, il pastore interviene portando fieno. Succede nel Lake District, succede in Piemonte, succede ovunque. Il gregge per il pastore non è solo un reddito, innanzitutto c’è la passione per gli animali. Questo è stato un inverno duro per i pastori piemontesi, con poca erba in autunno, poi freddo e neve. Ci sono state annate migliori, ma il pascolo vagante è sempre esistito e continuerà (si spera) ad esistere.

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Il gregge mangia il fieno all’aperto, Lake District (UK) (foto J.Rebanks)

Le pecore patiscono più il caldo (le avete mai viste, tutte ammucchiate, sotto il sole? quello per loro è il tempo peggiore! Con la neve mangiano, con il caldo invece no!) che non il freddo e la neve. Basta avere gli animali adatti, ogni razza autoctona si è evoluta anche in funzione delle condizioni ambientali in cui vive/viene allevata. Per finire, nel servizio si vede una foto di un agnello morto (sulla paglia, non è nella neve), ma la morte fa parte del ciclo naturale delle cose. Con 800 pecore, può succedere, sia che gli animali siano in stalla, sia all’aperto. Succede, anche se presti la massima attenzione e tutte le cure necessarie. Mi auguro che il sig. Stoppa si documenti maggiormente sul pascolo vagante, prima di realizzare un altro servizio inutile e dannoso come quello. Un giorno un veterinario mi disse: “Cercate di non pascolare vicino alle strade quando nevica, perché poi la gente inizia a bersagliarci di chiamate perché c’è un gregge nella neve. Se ci chiamano, siamo obbligati a venire a verificare, nella maggior parte dei casi troviamo animali in ottima salute e tenuti come si deve, ma ormai la gente non capisce più…

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10 Replies to “Disinformazione sul pascolo vagante”

  1. Se può valere la mia testimonianza: da aprile possiedo 4 pecore (2 suffolk e 2 romanov) inizialmente per tenere pulito il terreno vicino a casa,tutto recintato ed ora per passione.
    Ho preparato per loro una stalletta che è una reggia e loro son libere di pascolare entrando ed uscendo a piacere.
    Ebbene, anche in quelle notti in cui il termometro scendeva a -17 °C, loro preferivano starsene in mezzo alla neve.

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  2. Stoppa dovrebbe pensare a come cavolo fa l uomo a vivere nelle città. A come si vive nelle campagne ci pensano gli uomini che li sono nati e cresciuti e che portano avanti mestieri millenari!!!! Come può uno che è nato e cresciuto in innaturali agglomerati urbani che a visto solo casino inquinamento e disordine giudicare come si vive in natura? Meglio che si occupi di traffico inquinamento ecc ecc

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  3. Ormai sti cittadini pensano che il mondo sia fatto solo di carte, mi sembrano quasi come i primitivi che non conoscevano ancora gli animali e la natura. E con arroganza vogliono insegnare e predicare, perché hanno lauree e diplomi. Imparino a lavorare che L ITALIA andrebbe meglio!!!!!

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  4. Certo che ci sono quelli che si lamentano di un’attività antica e naturale, poi ci sono le maestre che portano i bambini a visitare le “fattorie didattiche” . . . diciamo che quello che vedono i bambini è un mini zoo e una cascina stile Disney! 😉

    Ciao, Fior

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  5. Ciao sono Luciano
    Pensa che dopo la morte del mio amato cane ‘Leone’ sono andato in un canile ENPA volevo adottare una coppia di cani maschio e femmina di 5 anni, dopo il sopralluogo dei responsabili del canile mi sono sentito declinare l’affido perché non offrivo la cuccia con il riscaldamento.
    Allora ho preso 2 cani meticci che mi hanno regalato, hanno una normale cuccia, la settimana scorsa con neve e pioggia dormivano all’aperto.
    Premetto che sono liberi in un recinto di 15000 metri quadrati dove esiste anche un ruscello in cui con basse temperature sono sempre immersi a giocare.
    Perciò sono d’accordo con voi che qualsiasi animale si adatta perfettamente al clima, solo gli esseri umani pensano di salvare il mondo invece li rovinano

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    1. esatto… oggi per esempio qui piove, ma mentre tornavo dalla stalla salendo lungo un sentiero che costeggia un ruscello, il mio cane come al solito si è buttato nelle pozze aspettando che io gli tirassi qualcosa… comunque, sono più sani e felici anche i bambini a cui si consente di giocare all’aperto!

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  6. Stoppa è solo un povero “cittadino” comandato da 4 idioti ambientalisti ignoranti … A mio avviso farebbe meglio andare a fare i servizi sulla droga a Milano venduta dai ” presunte risorse boldriniane “

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  7. Il mio kurzhaar quando stava in appartamento al caldo era sempre ammalato (pleurite ,polmonite etc. ) sotto consiglio di veterinario esperto vecchia maniera gli ho fatto la cuccia in giardino ha 12 anni e gode di ottima salute

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  8. Mi figlio fa questo lavoro da molti anni È un giovane di 28 anni. E sono felice per lui. Ama il suo lavoro che anche quando si ammala non manca mai di essere con il suo gregge. Io lo stimo molto perché non è una vita semplice. E dico a quei coglioni di animalisti, prima di parlare si informino bene di come funziona questo lavoro. Continua così figlio mio. Sei grande bravo Nicola. E a tutti i pastori non mollate.

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