Disinformazione sui boschi

Non ho mai parlato/scritto particolarmente di boschi in tutti questi anni, pur avendo studiato Scienze Forestali. Mi sono laureata studiando soprattutto i pascoli e, in seguito, mi sono occupata soprattutto di chi li pascolava e di chi conduceva al pascolo gli animali. Poi però, casualmente, nei giorni scorsi ho scritto questo post sul bosco e sulla sua cura. Poco dopo è iniziata la polemica sul nuovo Testo Unico in materia forestale, che sta per diventare legge dello Stato Italiano.

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Balme – Valli di Lanzo (TO)

Mi sono arrivati anche diversi inviti da parte di amici e conoscenti a firmare contro tale nuova normativa, che darebbe modo a chiunque di depredare i boschi italiani. Le modalità con cui se ne parlava avevano tutta l’aria del solito terrorismo disinformativo caratteristico di quelli che qualcuno definisce “ambientalisti da tastiera” o “da salotto”. I modi e i toni non si discostavano da altre tematiche che ho seguito più da vicino in tutti questi anni (dalla “strage degli agnelli” a certi modi di trattare l’argomento “lupo”). Effettivamente questi post prospettano scenari che chiunque abbia minimamente a cuore il territorio e l’ambiente vorrebbe che non di dovessero mai verificare: “Italia a rischio deforestazione”, “Un assalto ai boschi italiani”, “OK al taglio selvaggio dei boschi” e così via.

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Larice secolare – Val Germanasca (TO)

C’è un detto che recita “A pensar male del prossimo si fa peccato ma si indovina“, quindi siamo sempre tutti pronti a dare un certo credito a certe voci, specialmente oggi, con un atteggiamento di critica distruttiva molto diffusa e amplificata dai social media. Però potremmo anche provare ad informarci con qualche rapidissima ricerca, oggi abbiamo tutti i mezzi a disposizione per farlo in pochi minuti. Anzi, spesso sono gli stessi social a fornirci altre chiavi di lettura su cui provare a ragionare con calma (e, soprattutto, con la propria testa, senza condividere a raffica dicendo NO a tutto, così, per principio). Parallelamente a chi tuonava contro la legge che “distruggerà il bosco in Italia”, ecco che alcuni addetti ai lavori, professori universitari, dottori forestali ed altri, iniziavano a dire la loro. La sensazione è sempre la stessa: quando qualcosa ti sta a cuore e improvvisamente vedi una campagna di disinformazione che va a toccare te tue idee, i tuoi principi, il tuo lavoro, le tue passioni, non riesci a stare zitto e provi a combattere la valanga di fango a colpi di notizie corrette, ponderate, ragionate. Purtroppo però, in molta di quella gente che si limita a leggere i titoli, resteranno maggiormente impressi quelle frasi catastrofiche.

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Antichi coltivi terrazzati invasi dal bosco – Baceno (VB)

Comunque, per chi volesse davvero documentarsi, vi rimando a questo articolo ben scritto, in modo chiaro, che analizza punto per punto gli aspetti che si andrebbero ad introdurre con la nuova legge. Non sto a riportarvelo tutto qui, sarebbe troppo lungo. Leggetelo e pensate anche a situazioni di cui ho scritto molte volte, cioè i boschi che vanno ad occupare quelli che un tempo erano territori utilizzati dall’uomo (coltivazioni, pascoli, terrazzamenti).

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Abbandono in aree di mezza montagna – Val Sangone (TO)

Per chi lo volesse leggere davvero tutto, questo è il testo della legge da approvare. Non è vero che si andranno a modificare i vincoli e le modalità operative nelle aree protette, non è vero che non c’è “zonizzazione” (cioè una suddivisione in aree dove una certa cosa si può o non si può fare), semplicemente la legge nazionale porrà delle basi, poi (come dovremmo sapere, dal momento che è così già ora) la gestione forestale continuerà ad essere di competenza regionale. Una legge quadro nazionale non può intervenire nelle modalità di intervento, prelievo ecc, ecc…

Ciò detto, se anche voi volete provare a combattere la disinformazione dilagante, questo è un appello del mondo accademico. Potete aderire scrivendo a accademia@georgofili.it

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