AAA Alpeggio cercasi

L’anno nuovo è appena iniziato, i pascoli di montagna finalmente riposano sotto metri di neve e se ne attende ancora in abbondanza proprio nei prossimi giorni. Perché allora parlare di alpeggi adesso?

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Colle del Colombardo – Val di Susa/Val di Viù (TO)

Perché per il giorno in cui la neve sarà sciolta e l’erba inizierà a “muoversi”, gli allevatori che praticano la transumanza e monticano in alpeggio, devono avere una sede dove salire con le proprie bestie. E non per tutti questo è così scontato.

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Fabbricato d’alpeggio – Chianocco, Val di Susa (TO)

Recentemente mi è capitato di ricevere diversi messaggi da amici e conoscenti che si rivolgono a me per sapere se per caso io sia informata dell’esistenza di qualche alpeggio libero. “Tu che giri, magari sai qualcosa… in Piemonte o anche in Val d’Aosta…“. Immaginatevi cosa possa voler dire per un allevatore non avere la certezza di dove porterà i propri animali nella stagione estiva! Rimanere in pianura… o in fondovalle… a mangiare cosa? A tenere le bestie in stalla d’estate?? Oppure doverle mandare ad altri… C’è sia l’aspetto economico, sia quello sentimental-psicologico! Chi fa questa vita da sempre, si sente morire al pensiero di non poter salire in alpeggio.

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Pascoli salendo al Col de Larche – Francia

Ma perché, potrebbero chiedermi i non addetti ai lavori, chi è già in alpeggio non continua ad andare nello stesso posto, stagione dopo stagione? Dovete sapere che vi sono alpeggi di proprietà, per cui quindi non si pone il problema, alpeggi privati o consortili, che vengono affittati agli allevatori con trattativa diretta, e alpeggi pubblici (in Piemonte per lo più comunali, ma esistono anche alpeggi di proprietà regionale, per esempio in Lombardia). Questi ultimi generalmente vanno all’asta alla scadenza del contratto, quindi non è detto che l’affittuario attuale riesca ad aggiudicarseli nuovamente. Esiste il diritto di prelazione, ma la cifra da sborsare è quella che ha vinto l’asta… e potrebbe essere anche troppo elevata per l’allevatore.

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Pascoli di inizio stagione – Pian della Mussa, Valli di Lanzo (TO)

Il problema principale è legato alla solita questione dei contributi: non è che oggi non si trovino alpeggi perché il numero degli allevatori è in crescita! La questione è che vi sono territori d’alpe (anche molto vasti) che vengono affittati da chi allevatore non è, ma prende i pascoli e ci mette sopra degli animali per beneficiare di ingenti somme di denaro. Oppure, vi sono allevatori che si sono ingranditi notevolmente e necessitano di anche più di un alpeggio per collocare tutti i loro capi di bestiame. Anche loro beneficiano dei contributi, che permettono loro di essere più competitivi dei medio-piccoli allevatori. E i contributi spingono alcuni ad ingrandirsi anche oltremisura, affittando altri alpeggi dove metter su i propri capi, affidati a personale stipendiato.

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Mandria al pascolo – Valle di Champorcher (AO)

Ecco allora che il giovane che vuole iniziare ad andare in alpeggio (o come nuovo allevatore o dividendosi dalla famiglia) non trova niente di libero. Oppure si tratta del piccolo allevatore che vive in valle, che non è sceso nella pianura ad affittare cascine, che non si è ingrandito fino ad avere centinaia e centinaia di capi. Quello che si arrabatta con i propri animali, produce formaggio, sempre sul filo della sopravvivenza, ma mantiene anche in vita la propria valle, pascolando in bassa quota in primavera e autunno, tagliando il fieno in estate.

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Reveraz désot – Valgrisenche (AO)

Qualche giorno fa un amministratore mi diceva che, nello scorso anno, gli affitti degli alpeggi sono stati l’entrata principale per il suo Comune. Non fatico a crederlo, gli alpeggi sono sempre stati una delle principali ricchezze del territorio alpino, solo che oggi non lo sono più per i loro prodotti (formaggi, lana, carne), ma per ciò che mettono in moto questi meccanismi economici che davvero risultato incomprensibili a chi guarda dal di fuori senza conoscerne i dettagli. Gli alpeggi affittati a caro prezzo, quale ricchezza portano? Soldi per le casse comunali… ma non portano territorio vivo, non portano giovani famiglie, non portano produzione e vendita di latticini sul posto… Morale della favola, non ho mai una risposta per chi mi chiede se conosco un alpeggio libero. E mi fa male doverlo dire a coppie di giovani nei cui occhi brilla la passione, la voglia di fare…

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