Cartoline dalla montagna

Più comunichiamo e meno ci capiamo… questi mezzi, che sto usando anch’io per dialogare con voi, sparsi chissà dove in giro per il mondo, residenti in montagna, pianura, sulla costa, in città o villaggi di pochi abitanti, permettono sì di essere in contatto, avere notizie e immagini… ma nello stesso tempo forniscono anche  una gran mole informazioni a chi non sempre è in grado di interpretarle correttamente.

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Discesa dalla Valle Stura (CN) – foto T.Degioanni

Prendiamo una foto e “sbattiamola” in rete in un social dove vi sia la possibilità di commentare… In questi giorni ha nevicato e alcuni che si trovavano in montagna, o di passaggio, o perché ci abitano, hanno fotografato greggi nella neve mentre lasciavano i monti. Io non ci vedo niente di strano. Posso al massimo dire che, viste le previsioni, magari si poteva partire prima, però so bene come “funziona” il mestiere, quindi non essendo sul posto e nei panni del pastore, non posso permettermi di giudicare. So che non sempre si trovano i camion disponibili per così tante pecore, so che questa è un’annata particolarmente difficile, per cui il gregge stava meglio in montagna a mangiare erba secca, piuttosto che in pianura dove non c’è nemmeno quella…

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Prima della partenza dalla Valle Stura (CN) – foto T.Degioanni

Comunque, queste immagini hanno scatenato commenti di ogni genere, ma principalmente il tono era questo: “Ma povere bestie……che padroni ….“, “mi sembra che le sovvenzioni siano un tanto al giorno x ogni animale, per cui loro se ne fregano e cercano di resistere di + x prendere di +“, “Ma poverine… hanno tanta lana, ma fa freddo!” e via di seguito: “Portate al riparo queste povere bestiole presto capito!“, “La foto sarà anche bella, ma quelle povere creature non dovevano essere li!!!!!“, ” vedere degli animali, anche se sono pecore quindi “da reddito”, al freddo e coperti di neve, a me fa pena“. Per fortuna c’era anche chi sapeva come stanno le cose, ma spesso soccombeva tra le critiche e i commenti negativi.

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Gregge di pecore frabosane-roaschine già scese dall’alpeggio, ma interessate dalla nevicata di questi giorni – foto M.Baldo

Fin quando è un allevatore che pubblica sul suo profilo un’immagine del proprio mestiere, amici e colleghi commentano con altri toni. E’ qualcosa di perfettamente naturale. Succede. Fa parte della stagione. Il pastore dovrà faticare di più in queste giornate, ma farà del suo meglio per far star bene e alimentare il proprio gregge.

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Gregge in Valle Stura (CN) – foto T.Degioanni

Fino all’altro giorno andavano bene le “cartoline” dalla montagna, immagini dello stesso fotografo, che coglievano la pastorizia in montagna in splendide giornate autunnali. Nevica e i pastori diventano delinquenti… Ma il discorso non riguarda solo la pastorizia. E’ sempre la solita storia, quella dello scollamento tra chi non ha più contatti diretti con la natura e il mondo rurale e chi invece ci vive e/o lavora quotidianamente. Si guarda la “cartolina”, senza provare a capire cosa ci sta dietro. Fin quando ci piace, va tutto bene. Ma se qualcosa non incontra il nostro gusto o pensiero, siamo subito pronti ad accusare allevatori, contadini, montanari.

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Cani da guardiania e gregge in Abruzzo – foto M.Sansoni

Se io vedo questa foto sul profilo di un grande allevatore di pecore (e di cani da guardiania), vedo semplicemente animali nel loro ambiente, niente di diverso dal vedere cervi, camosci, mufloni, volpi in natura. Sono animali che nascono, crescono e vivono all’aperto. Buona parte del pubblico però guarda la foto e dice: “Poverini!“. Lo dice perché si identifica nel cucciolo in primo piano e immagina sé stesso in quella situazione o pensa ad un bambino, al posto del cane, della pecora, dell’agnello. Vi lascio allora con una riflessione che ho letto oggi proprio su internet: “un bambino ben coperto che vive il giusto tempo fuori si ammala di meno ed è molto felice.” Se volete, potete leggere anche questo articolo sugli “asili nei boschi“.

4 Replies to “Cartoline dalla montagna”

  1. Ho da poco scritto sul mio blog un articolo circa la noia e mi è stato risposto che ciò esiste solo nel nostro tempo, mentre una volta si aveva troppo da lavorare e solo gli aristocratici potevano permettersi la noia.
    Beh, io penso che l’eccesso di benessere abbia generato anche questa marea (sempre crescente) di buonisti, vegani, paladini degli animali, paladini di stronzate varie, che danno per scontate le cose importanti e si dedicano quindi alle frivolezze.
    C’è troppa gente che avrebbe bisogno di un’altra “2a guerra mondiale”.

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  2. Cara Marzia,non ti crucciare…i cosiddetti cittadini pensano che gli animali siano tutti usciti dalla matita di Walt Disney e non ne sanno nulla di ambiente naturale. capiscono solo la compassione mal riposta. Io avevo tre cavalli,sempre liberi,al pascolo tutto l’anno. Avevano per ripararsi 3 box con la porta aperta per entrare ed uscire a loro piacimento. D’inverno madre natura gli arruffava il pelo che diventava lungo e folto per ripararli adeguatamente dal freddo. Sai quando entravano nel box di loro spontanea volontà? Solo d’estate,col caldo afoso per ripararsi dalle mosche…

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