Aspettando la pioggia che non arriva

Non ho quasi più parole per definire la terribile siccità che sta affliggendo la regione in cui vivo. Ad eccezion fatta di alcuni temporali estivi, peraltro localizzati e spesso anche piuttosto intensi, accompagnati da violente grandinate, penso che l’ultima vera pioggia risalga al mese di maggio.

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Il mio micro gregge non ha erba verde da brucare – Cumiana (TO)

Il cielo si mantiene sereno, limpido in montagna, offuscato da smog sulla pianura quando non c’è vento. Questo “bel” tempo mi causa un malessere quasi fisico, come già mi era accaduto negli inverni passati, senza neve, con temperature troppo elevate.

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L’unica pozza vista nel corso della gita, Ciampagna – Ostana (CN)

Ma la vera preoccupazione è un’altra. Fin quando arriverà l’acqua nei nostri rubinetti? L’altro giorno, durante una gita in montagna, ho visto solo ruscelli secchi, terra arida e polverosa, sorgenti prive di acqua. Solo in un punto resisteva una piccola pozza torbida.

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Pascoli devastati dai cinghiali, Ciampagna – Ostana (CN)

È sicuramente un problema anche per gli animali selvatici. Dove andranno a bere? Nonostante la polvere e la terra indurita, i cinghiali hanno comunque devastato i pascoli, completando così una stagione già pessima per gli allevatori. Per chi volesse approfondire l’argomento (conoscendo il Francese), vi propongo questo studio condotto in Francia da ricercatori di Chambery e Grenoble, che analizza per l’appunto gli effetti del cambiamento climatico sulla gestione degli alpeggi. Grazie a Sofia che me l’ha segnalato!

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Mandria di vacche piemontesi ancora in alpeggio, Ciampagna – Ostana (CN)

Qui la mandria non era ancora scesa, l’ha poi fatto nei giorni successivi. Questo caldo e queste “belle” giornate sarebbero state una manna se solo avesse piovuto. Lo scorso anno un’abbondante nevicata aveva fatto scappare chi ancora pensava di star su oltre la metà di ottobre.

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Pascoli aridi verso il Colle delle Porte – Valle Po (CN)

Quest’anno invece si sta su a brucare il nulla, perchè in pianura è anche peggio: niente erba a meno che i prati siano stati irrigati (e allora il prezzo è altissimo), niente da mangiare nelle stoppie, poco fieno, il cui valore è molto elevato… Sarà durissima, specialmente per le aziende che già hanno difficoltà economiche. Sarà tragica per i pastori vaganti… Eppure la maggior parte della gente sembra non rendersi conto del problema e non mette in pratica nessun accorgimento per risparmiare acqua. Solo chi vive a diretto contatto con la natura ne ha una maggiore consapevolezza.

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Pista di accesso ad un alpeggio erosa dagli effetti di un violento temporale estivo – Valle Po (CN)

Giorno dopo giorno si alzano gli occhi al cielo sperando di vederlo rannuvolarsi. Al mattino appena alzati si tendono le orecchie in attesa di sentire il dolce scroscio della pioggia… chissà quando accadrà. Il timore è anche quello di vedere la siccità interrotta da una di quelle precipitazioni eccezionali che, complice anche la terra dura come cemento, causano frane e smottamenti in montagna, defluendo come alluvioni verso la pianura.

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