Sensazioni agrodolci

Una domenica mattina dal tempo incerto. Avevo accantonato l’idea di andare a fare altre interviste per il mio libro sugli alpeggi valdostani, alla domenica c’è chi ha ospiti, parenti o amici, in visita, c’è chi va ad assistere alle Batailles, così decidiamo semplicemente di fare una gita con lo zaino a spalle. E’ comunque inevitabile passare vicino ad un alpeggio.

oaqijl
Fontin, Quart (AO)

Mentre salivo, riflettevo su come avessi condotto le interviste per “Vita d’alpeggio“. Partivo scegliendo una valle, degli alpeggi, arrivavo alle baite, i cani abbaiavano, incontravo margari e pastori, le loro famiglie, chiacchieravo, scattavo foto. Nessun appuntamento preventivo, eppure ho praticamente sempre trovato qualcuno. Sono passati 12 anni da allora… Anche in Piemonte aumentano i luoghi in cui non è detto che si trovino i titolari in alpeggio. In Val d’Aosta vedo che, nella maggior parte dei casi, l’appuntamento telefonico è fondamentale per essere sicura di incontrare l’allevatore. Sono sempre meno le famiglie stabilmente presenti o gli alpeggi a conduzione famigliare.

nkbizq
Vacche al pascolo –  Léché, Quart (AO)

Se non ci fosse chi, sul campo, mi dà indicazioni e suggerimenti, oppure mi accompagna, andando “a caso” solo guardando gli alpeggi sulla mappa , farei ben poco. Già così le mie interviste procedono a rilento: un po’ influisce il meteo variabile, ma il più delle volte devo rimandare perché l’allevatore non è disponibile (il fieno, altri impegni in fondovalle, ecc ecc).

d4e49u
Monorotaia (in disuso) all’alpe Fontin – Quart (AO)

Quella domenica comunque raggiungiamo l’alpe Fontin. E’ uno dei luoghi che mi sono stati indicati come possibile origine per il noto formaggio che si produce in Val d’Aosta. Una delle altre ragioni che mi portano qui è vedere la monorotaia che porta al tramuto di Léché. Già nelle scorse settimane vi ho parlato di alpeggi senza strada, alpeggi dove la strada è stata fatta, ma si era ipotizzato anche di realizzare una monorotaia. Qui in effetti era stata scelta proprio questa soluzione alternativa. Cercando on-line, ho trovato questo articolo che, all’epoca, parlava dell’operazione.

vuptaq
Monorotaia Fontin – Léché, uno dei tratti danneggiati, Quart (AO)

Era il 2009 e, con il contributo della Regione, il Comune di Quart: “…ha investito 2,4 mln di euro per ristrutturare l’alpeggio comunale Fontin che è servito anche da una monorotaia a cremagliera lunga circa due chilometri, una delle poche del genere realizzate in Europa e unica in Italia.” Più avanti si legge che: “… la costruzione della monorotaia è costata circa 700.000 euro.” Poche centinaia di metri dopo l’alpeggio, il binario è già danneggiato in più punti, divelto probabilmente da frane o valanghe. Non è molto usurato, sembra non essere stato utilizzato molte volte, c’è addirittura ancora il grasso e non è arrugginito.

l6scfe
Canale di scolo dei liquami – Léché, Quart (AO)

Quello che mi viene ripetuto spesso in queste settimane è che, sugli alpeggi, non c’è più la cura di un tempo. E’ cambiato il modo di pascolare, il numero dei capi, la presenza di personale… In Val d’Aosta resisteva ancora il sistema di fertirrigazione, legato anche all’abitudine di far rientrare in stalla gli animali sia durante il giorni, sia di notte. I liquami andavano poi nella concimaia e, avvenuto il pascolamento, grazie ad un sistema di canaline si ridistribuiva il letame sui prati. Oggi non tutti lo fanno ancora, non con la stessa cura, oppure dove si può si ricorre alle botti spandiletame. Altrimenti i liquami vanno a perdersi in un unico maleodorante e antiestetico ruscello, che non concima, ma facilita lo sviluppo di vegetazione “nitrofila” (amante dell’azoto), come ortiche, romici, ecc.

c0uhq0
Léché – Quart (AO)

Il tramuto alto di Léché è un alpeggio di lusso. Lo si raggiunge solo a piedi. C’è un operaio straniero, ci racconta che le strutture sono belle, c’è la latteria al piano terra, la cucina e le stanze a quello superiore, non manca nulla. L’elicottero porta il materiale necessario e porta via le Fontine. Lui ha finito di lavorare il latte e adesso sta cucinando, il suo collega è al pascolo.

pob3by
Mandria al pascolo – Léché, Quart (AO)

Incontriamo la mandria più a monte. Mi era rimasta la curiosità di vedere questo posto dopo che, lo scorso anno, da un colle che si affacciava su questo vallone, avevo visto delle vacche che parevano “appese” sul versante. In effetti il pascolo è ripido, quasi più adatto ad un gregge che ad una mandria. L’erba però è di buona qualità, anche se bassa e un po’ scarsa, in questa stagione dal meteo bizzarro.

xcj3ju
Vista su Valchourda dal Colle Léché – Quart (AO)

Dal colle, nonostante il maltempo, il panorama a 360° è di quelli che non stufano mai. La Val d’Aosta è molto conosciuta per le sue montagne, ma in questi mesi mi sono fatta l’idea che, a parte le sue mete più note e gettonate, tutto il resto del territorio sia molto meno frequentato che non in Piemonte. In tutti questi anni, con qualsiasi condizione meteo, in qualsiasi giorno della settimana e dell’anno, dalle mie parti non mi è mai successo di fare una gita in montagna senza incontrare nessun altro! Specialmente se si tratta di escursioni senza alcuna difficoltà…

kfhlmi
Cresta del Grand Pays – Quart (AO)

Proviamo a proseguire in cresta, tra rocce calcaree e fiori di stelle alpine. Il paesaggio alterna conche erbose a salti rocciosi. L’aria quassù è già cambiata, non c’è già più il caldo che affligge il fondovalle e la pianura. Il sentiero dopo la cima diventa evanescente e così si tenta la discesa lungo tracce, per raggiungere un altro sentiero che risale nel vallone sottostante.

7yoiyr
Pascoli – Collet, Quart (AO)

Se il versante dove pascolava la mandria aveva poca erba, qui il tappeto erboso è folto, ricco, gli scarponi affondano letteralmente tra carice e trifoglio alpino, il profumo è inebriante. E’ inevitabile pensare: “…come starebbero bene qui le pecore… e le capre…“. Ma lì in quel vallone non ci sono più animali. Le “tracce” dicono che in passato ci sono ancora stati dei bovini, forse manze. Non si sono più strutture utilizzabili quassù. Eppure in passato era un buon alpeggio, l’unica pecca era la scarsità di acqua. C’erano tante capre quassù fino a qualche decennio fa. Devo andare a parlare con un anziano che veniva in alpeggio qui, oggi ha 92 anni… Le capre si mungevano e il loro latte serviva, insieme a quello vaccino, per la Fontina! Oggi, con la presenza del lupo, non si possono lasciare quassù greggi di pecore o di capre, anche perché manca un ricovero per il pastore.

zzldtm
Camosci – Collet, Quart (AO)

Oggi qui c’è un grosso branco di camosci, ne contiamo più di trenta, femmine con i piccolo, poi due maschi solitari che pascolano per conto loro.

7ht1vv
Sentiero per Collet – Quart (AO)

Il vecchio sentiero era un piccolo capolavoro, con tutti i suoi tagli per far defluire l’acqua. Oggi quasi più nessuno lo percorre, né uomini, né mandrie, né greggi, così pian piano sta scomparendo tra l’erba e i cespugli che avanzano. Non basta il turista, l’escursionista, a mantenere viva la montagna. O meglio, perché il turista possa godere della montagna, è necessario che ci siano stabilmente sul territorio coloro che la abitano e vi lavorano.

hbhvpf
Alpeggio Collet – Quart (AO)

L’alpeggio è abbandonato. Lì vicino c’è ancora la fontana, i tubi portano acqua anche in un periodo di siccità. La baita è completamente crollata, delle due grosse stalle resta lo scheletro o poco più. Fin qui probabilmente i pascoli vengono ancora utilizzati dagli animali che salgono nel vallone dove siamo saliti al mattino: se non quelli da mungere, almeno le manze, che non devono scendere ogni giorno a Fontin per la mungitura.

uootpo
Stalle abbandonate, Collet – Quart (AO)

E’ una sensazione agrodolce quella che accompagna gli ultimi passi in discesa, per tornare all’alpeggio dove arriva la pista interpoderale. Da una parte l’abbandono totale, dall’altra una monorotaia costata centinaia di migliaia di euro, anch’essa però abbandonata. L’alpeggio dove forse è “nata” la Fontina… e nessuno con cui poter parlare di queste cose (meno che mai assaggiare o acquistare un pezzo di formaggio). Il tutto in un meraviglioso paesaggio sconosciuto ai più.

Annunci

One Reply to “Sensazioni agrodolci”

  1. Mi hai lasciato una grande tristezza Marzia. E’ vero l’abbandono è totale. Qui sulle Orobie mi sembra di assistere ad una rinascita delle attività d’alpeggio ma sono tutte situazioni molto piccole a gestione familiare e molto povere. L’industria casearia ha cancellato un mondo, alcuni stanno tornando su da pensionati. Per quanti anni potranno resistere?

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...