Senza la strada non sarei venuto

Rimbalzando da una parte all’altra della Vallée, mi imbatto in storie d’alpeggio che toccano tematiche di vario tipo, non solo strettamente connesse alla zootecnia o alla caseificazione. Il “problema” delle piste agro-silvo-pastorali non è un argomento inedito, io l’ultima volta lo avevo trattato qui sul mio vecchio blog. Salendo a Comboé sapevo che sarebbe stato uno degli argomenti della chiacchierata con Stefano, il conduttore dell’alpeggio.

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La conca di Comboé – Charvensod, AO

Mi piace camminare in montagna, ma dovendo raggiungere gli alpeggi per intervistare gli allevatori, sono spesso costretta a farlo in auto, altrimenti arriverei a destinazione quando la gente ha già chiuso gli animali in stalla e si prepara a pranzare. Gli orari della Val d’Aosta sono questi, nel primo pomeriggio ci si riposa, per poi iniziare a mungere verso le 15. Per arrivare a Comboé Stefano mi aveva spiegato che, avendo il permesso della Forestale, potevo arrivare fino alla sbarra e quindi proseguire a piedi. La strada che mi sono trovata a percorrere è ben fatta, forse appena un po’ ripida in un tratto. A distanza di una decina di anni dalla sua realizzazione, è ben inserita nel paesaggio. Eppure questi erano stati i toni, ai tempi della sua realizzazione. Qui il sito di chi si opponeva alla strada.

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La gente comunque può solo venire su a piedi, chi vuole può fare il vecchio sentiero che incrocia la strada. C’è la sbarra e nessuno può salire in auto. Comunque la maggior parte della gente che viene qui arriva da Pila. Prendono la funivia e poi tagliano in qua, è la via più comoda. Sono tre anni che ho affittato questo alpeggio, senza la strada non l’avrei preso. Porto giù 50-60 fontine alla settimana, senza strada al giorno d’oggi sarebbe stato affittato da qualcuno che non lavora il latte. Poi noi facciamo anche andare avanti l’azienda in fondovalle, si scende al mattino e si sale la sera per fare i fieni. Dopo aver fatto la pista hanno anche ristrutturato i due tramuti qui a Comboé, realizzato la centralina idroelettrica e predisposto l’impianto di irrigazione. E’ vero, adesso siamo anche abituati alle comodità… ma chi lo farebbe ancora, a piedi, dal Chamolè, con i muli? Oppure l’elicottero, ma sono costi!

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Stefano è al pascolo, ho salutato velocemente il resto della famiglia passando accanto all’alpeggio. Sono appena saliti a quello che è il tramuto più alto nei giorni precedenti. “Qui è un alpeggio a conduzione famigliare, io, la moglie, i tre figli, due sono già più grandi e danno una mano. Poi abbiamo un aiutante. Per queste transumanze vengono anche amici e parenti a dare una mano, è un grosso aiuto! I figli sembra abbiano intenzione di proseguire il mestiere, non so se sia un bene o un male…

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Il rapporto con gli animali – Comboé, Charvensod (AO)

Non potevo trovare un interlocutore migliore: Stefano è un buon narratore, inoltre conosce già i miei libri. E’ amareggiato per la chiusura del blog, ma gli spiego che da qualche settimana mi sono “trasferita” qui. Ci saranno poi tante cose da leggere a fine stagione, quando si rientrerà in cascina. “Mi piace metterli lì alla sera e leggere qualcosa, poi io ho anche la passione per le pecore, le avevo, ma ho dovuto venderle.

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La parte alta del vallone di Comboé – Charvensod (AO)

La paura è che la stagione sia breve, l’erba è bassa, ce n’è poca, appena ci si allontana dall’acqua è già secca, bruciata dal sole e dal vento. “Speriamo piova un po’, anche se ormai quello che c’è… c’è! Ma almeno proprio da non far seccare tutto!

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Abbeverata nel vallone di Comboé – Charvensod (AO)

E’ un piacere qui vederle bere ai ruscelli. Prima andavo in un alpeggio sotto lo Zerbion dove di acqua ce n’era proprio poca, solo nelle vasche vicino alle case, Lì salivamo con 70, 80 vacche.

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Stefano e la sua mandria – vallone di Comboé – Charvensod (AO)

Io sono partito da niente, il nonno aveva le bestie, ma i miei genitori lavoravano in fabbrica. A 14 anni ho iniziato ad andare a fare la stagione dove mio nonno mandava le bestie. Ho fatto 11 anni lì, poi 4 dalla famiglia di mia moglie, dopo ci siamo tolti e siamo andati per conto nostro, 9 anni sullo Zerbion e dopo abbiamo partecipato al’appalto qui. Sono partito proprio da zero, prendevo delle mucche per lo svernamento, le tenevo in stalle vecchie, 6-7 stalle, tutte da pulire con la carriola. Mi piaceva anche uscire e far festa, tornavo, mi cambiavo e andavo direttamente in stalla!

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Bagno di polvere e prove di battaglia – Vallone di Comboé, Charvendod (AO)

Quando sei stanco vai in stalla, le vedi coricate sulla paglia e ti passa tutto. Per esempio quando vai ad Aosta e passi la giornata negli uffici, torni a casa che hai mal di testa… La soddisfazione è fare quello che ti piace, lo dico sempre ai figli, se fai quello che ti piace, affronti tutte le difficoltà.

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Chiacchiera, Stefano, mi racconta la storia di questo vallone così conosciuto in Val d’Aosta, meta di escursioni estive. Lui è della bassa valle, ma si è trasferito qui per l’estate, essendo riuscito ad aggiudicarsi l’appalto. Questo alpeggio è migliore di quello che utilizzava prima. “Nella bassa valle, io sono di Champdepraz, gli alpeggi sono ancora più a conduzione famigliare. In media e alta valle invece molti hanno solo più gli operai in alpeggio, salgono a portare la spesa ogni tanto, poi scendono. Per me questo è uno schifo, scrivilo pure! Certo, se fossimo più gente, si potrebbe star dietro meglio a tutte le cose, i ruscelli, l’irrigazione. Ma intanto gli operai non stanno lì a curare il territorio. Fanno il lavoro, ma non c’è la passione.

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Rientro all’alpeggio, Comboé – Charvensod (AO)

Verso le 11 lentamente la mandria inizia a ritornare verso l’alpeggio. Le capre, che pascolavano lì vicino, non si vedono più, ma probabilmente sono già rientrate da sole. Ci va del tempo per tornare alle baite, poi man mano gli animali vengono fatti entrare nelle stalle e legati al loro posto.

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Affettuosità – Comboé, Charvensod (AO)

Quando hanno rifatto l’alpeggio, sotto il pavimento di legno della stalla hanno… trovato i resti di un morto! Non si è mai saputo chi fosse… hanno fatto indagini, ma niente. E’ seppellito al cimitero, c’è scritto “sconosciuto di Comboé”, c’è sempre qualcuno che lascia un fiore…

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Fontine, Comboé – Charvensod (AO)

Nelle mie intenzioni c’era l’idea di salire fino al lago sovrastante la conca, ma la chiacchierata è andata per le lunghe, Stefano e Tiziana insistono perché io mi fermi a pranzo con loro. Per fortuna ho accettato, perché mentre finivamo di pranzare è arrivato un temporale con tanto di tuoni, che finalmente ha interrotto la siccità. “I formaggi li fa Tiziana, Fontine e formaggi misti di capra. Le donne sono quelle che fanno e disfano la famiglia, io posso dire di aver trovato l’America con lei! Non è una “velocista”, ma non molla mai. Sarei perso, senza di lei!

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