In guardia!

Non so se il pubblico di questo blog sia sempre quello di “storie di pascolo vagante“, ma comunque vi racconto cosa succede a questa stagione, dato che non tutti sono addetti ai lavori e quindi non sanno come funziona il meccanismo secondo il quale d’estate alcuni allevatori si separano dai propri animali.

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Le Grand Alp – Vallone di Clavalitè, Fenis (AO)

E’ ormai tempo di salire in alpeggio. Alle quote più alte sta sciogliendo la neve, complice il caldo eccezionale che ha portato lo zero termico ad altezze anche superiori ai 4000m. Molti partono prima, dato che affrontano la stagione d’alpeggio avendo a disposizione diversi tramuti, cioè si appoggiano a fabbricati d’alpeggio a quote differenti. Si sale alla prima baita, si pascola e poi si va oltre, fino al tramuto a quota maggiore, spesso anche sopra ai 2000m.

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Un gregge viene caricato sugli autotreni per raggiungere l’alpeggio – Pinerolo (TO)

C’è chi sale a piedi, chi con i camion, ma gli animali che compongono greggi e mandrie non sempre appartengono ad uno stesso proprietario. Ci possono essere tante forme di “organizzazione” differenti, a seconda delle situazioni.

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Capre di provenienza diversa si “studiano” appena dopo essere state scaricate in alpeggio – Valsainte, Trois Villes (AO)

Gli animali vengono dati “in guardia” o “in affida” per la stagione di alpeggio da chi ne ha un numero esiguo e non potrebbe permettersi l’affitto di un territorio d’alpe per i mesi estivi, oppure da chi ha qualche animale per hobby e pratica un altro lavoro. Chi li prende solitamente ha già un suo gregge/mandria, a cui aggiunge i capi esterni. Talvolta il detentore in alpe possiede solo pochi capi e la “guardia” rappresenta il suo stipendio per quei mesi.

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Prato di media valle in attesa della fienagione – Tolaseche, Nus (AO)

Altri ancora, allevatori di professione, mandano in montagna i loro capi per occuparsi dell’approvvigionamento dei foraggi per l’inverno, cioè della fienagione in fondovalle o in pianura, o anche per seguire i campi di mais, ecc… Ovviamente la guardia si paga, un tanto a capo, con differenze a seconda delle zone, se si tratta di capi in lattazione oppure no, età degli animali ecc…

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Gregge di capre di diversi proprietari sorvegliato da un operaio – Introd (AO)

Gli animali sicuramente stanno meglio in montagna, a quote maggiori, dove possono pascolare a piacimento, lontani dal caldo della pianura. Con il ritorno dei predatori, l’esigenza di affidare i propri capi ad un pastore si è fatta ancora maggiore: impensabile lasciare pecore o capre abbandonate a sé stesse con un controllo solo sporadico per tutta l’estate. Così possono anche esserci greggi composti da capi di numerosi proprietari che hanno deciso di unire i propri animali e affidarli alla sorveglianza di un pastore stipendiato.

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Mandria diretta ai pascoli in prossimità della sede aziendale di fondovalle – Introd (AO)

Pian piano quindi tutti saliranno agli alpeggi. C’è anche chi li manda in affida per andare a sua volta a fare il guardiano di animali altrove, soprattutto oltreconfine, dove le paghe sono maggiori e il reddito percepito permette di continuare a fare l’allevatore in patria. Spero che avremo modo di riparlare anche di questo aspetto, nel corso dell’estate…

 

 

2 Replies to “In guardia!”

  1. “Non so se il pubblico di questo blog sia sempre quello di “storie di pascolo vagante“,”
    io ci sono. Ogni tanto bigio ma in linea di massima sono presente 😉

    "Mi piace"

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