Dove eravamo rimasti

Rieccomi. Ci siamo lasciati poco più di un mese fa sulle pagine di Storie di pascolo vagante, ma vi avevo promesso che avrei ripresto a tenervi compagnia sulle pagine di un blog. Non più quello, ma uno nuovo. E così eccoci qui.

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Pecore di razza Rosset sui pascoli autunnali in Val d’Aosta

Iniziamo dalla copertina che ho scelto per questa pagina: è una sintesi di buona parte di quelli che saranno i contenuti del blog. La montagna, ma la montagna vissuta dall’uomo, che ci lavora con mestieri soprattutto tradizionali, che garantiscono la cura del territorio, l’allevamento di animali (spesso di razze autoctone, razze adatte a sopravvivere con ciò che i pascoli offrono), la produzione/realizzazione di prodotti “tipici”, un paesaggio vivo che non può fare a meno dell’intervento antropico.

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Paesaggio primaverile: villaggi, montagne e prati nel comune di Quart (AO)

L’insediamento stabile in quota (e non seconde case, turismo legato esclusivamente agli sport invernali, ecc.) fa sì che il paesaggio abbia quelle caratteristiche attrattive che richiameranno anche i visitatori. Un paesaggio rurale, un paesaggio vario, con elementi naturali e antropici perfettamente fusi gli uni con gli altri.

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Immagine di abbandono in un villaggio alpino

Ci saranno le realtà vive e quelle dove invece l’uomo si è arreso, abbandonandole. Perché ciò è successo? E’ possibile ritornare ad abitare questi insediamenti? La dura vita di un tempo è riproponibile oggi? Cosa è cambiato nel tempo?

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Calzature e abiti in una baita abbandonata

Bastano calzature o, più in generale, attrezzature più moderne per tornare/resistere sulle terre alte? La mia intenzione è raccontarvi, oltre a quello che vedo, anche quello che mi racconteranno i protagonisti.

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Cavaliere e cavallo alla rinata fiera del bestiame di Ottone (PC)

Continueranno anche su queste pagine le “storie di vita vissuta”, i protagonisti saranno le persone che incontro o quelle che mi invieranno la propria storia. Contadini, allevatori, boscaioli, artigiani, chiunque viva in montagna o comunque in territori oggi definiti “marginali”. Contattandomi, secondo il modello già sperimentato anche con le interviste per alcuni miei libri, vi invierò delle domande per un’intervista a distanza, attraverso la quale poi racconterò qui la vostra vita, la vostra attività. Ci saranno anche le fiere, le manifestazioni a cui parteciperò.

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Pascoli nell’Appennino tra Emilia e Liguria

Non è detto che si debba parlare solo di Alpi: le terre “alte” possono essere colline, possono essere gli Appennini, o ancora potrebbe capitare che io riesca a mostrarvi realtà al di fuori dei confini nazionali.

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Val d’Aosta: il furgone del caseificio ritira il latte per la Fontina

Come mio solito, cercherò di mostrarvi tutte le sfaccettature: i media continuano a diffondere messaggi in cui si parla del ritorno al rurale, le attività agricole vengono presentate come un’alternativa relativamente semplice e idilliaca, ma molti dei diretti interessati tracciano un quadro differente, tra spese, vincoli, burocrazia, condizioni di lavoro difficili, scarsa remunerazione… Perché alcuni ce la fanno ed altri no?

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Pista agro-silvo-pastorale tra i pascoli in Val d’Aosta

Storie di chi in montagna è nato e continua a vivere, spesso a resistere. Storie di chi è tornato. Storie di chi si è insediato, ma non sempre ha trovato quello che sognava. Qui più che altrove, le strade sono in salita, spesso sono ripidi sentieri…

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Alpeggio abbandonato nel vallone di Saint Barthelemy (AO)

Vi racconterò anche i luoghi che mi capiterà via via di frequentare, descrivendovi le mie impressioni, le emozioni suscitate. Non è detto che siano le stesse per tutti, così come i punti di vista non sempre saranno condivisi. Invito però tutti i lettori che decideranno di commentare, qui come sui social, a mantenere il dialogo civile, a rispettare i pensieri altrui. Quando riporterò frasi di persone, sarà sempre dopo averli informati che le nostre chiacchierate finiranno su questo blog. La stessa cosa vale per le immagini.

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L’arrivo del gregge a Cumiana (TO) nel mese di aprile

Ogni post avrà i suoi tag e le sue categorie, che troverete qui a fianco per facilitare la consultazione degli articoli. Per i lettori affezionati del passato, ci sarà anche il pascolo vagante, quando il mio cammino incrocerà quello delle greggi. Aver chiuso il blog non significa aver abbandonato questo mondo: nelle passate settimane, per quasi un mese tra aprile e maggio, ho dato una mano al Pastore, che anche quest’anno ha condotto il suo gregge nel mio paese.

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Con il mio cane Grey nei pascoli bianchi di narcisi sulle montagne del Canavese (TO)

Dopo questa premessa, spero che abbiate voglia di riprendere a seguirmi e, magari, far conoscere il nuovo blog anche ai vostri amici. Mi auguro che queste pagine possano crescere ed arricchirsi giorno dopo giorno (anche se non garantisco aggiornamenti quotidiani!), così da poterci fare compagnia reciprocamente negli anni a venire. Buona lettura a tutti!

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